
di Luigi Benelli
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lunedì 7 settembre 2026, 02:05
PESARO Doveva pagare gli assegni di mantenimento, ma aveva perso il lavoro a causa del covid. Così il ristoratore viene assolto. L’uomo, un 45enne originari del Sud, residente a Pesaro, è finito a processo con l’accusa di omesso versamento degli assegni familiari e il pubblico ministero ha chiesto una condanna a sei mesi di reclusione.
Ma nel corso del dibattimento l'uomo, difeso dall’avvocato Matteo Mattioli, ha dimostrato che non riusciva a rispettare gli obblighi economici nei confronti del figlio nato nel 2016 perchè quei 350 euro mensili richiesti non aveva proprio la possibilità di pagarli perché aveva perso il lavoro. Così il giudice lo ha assolto perché il fatto non costituisce reato, riconoscendo che dietro ai mancati versamenti non c'era una scelta volontaria, ma una situazione di oggettiva difficoltà economica. L'accordo per il mantenimento era stato raggiunto nel 2020, durante la separazione dalla moglie. L’uomo lavorava nel settore della ristorazione e riusciva a far fronte all'impegno economico. Poi la pandemia, le restrizioni, i ristoranti chiusi per le norme sul distanziamento sociale. Secondo quanto ricostruito dalla difesa, in alcuni momenti era stata la sorella ad aiutarlo, ma le entrate non c’erano e gli assegni non venivano versati. Di qui tutta la documentazione prodotta dalla difesa perché nel periodo contestato, l'uomo avrebbe dichiarato in un anno appena 1.700 euro di reddito. Una somma che, secondo la difesa, dimostrava l'impossibilità di sostenere un assegno di mantenimento di quell'importo.
L’uomo era anche finito in carcere per una condanna definitiva relativa a fatti precedenti. La detenzione aveva reso ancora più impossibile qualsiasi possibilità di lavorare. Durante il processo, l’avvocato Mattioli ha fatto leva sulla differenza tra chi decide di sottrarsi ai propri obblighi e chi, invece, si trova davvero nell'impossibilità di rispettarli. Il giudice ha accolto l'impianto difensivo e ha assolto l’uomo.
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