TREVISO - Ha visto un giovane, 14enne ma che farà 15 anni il mese prossimo, correre nel supermercato visibilmente scosso chiedendo aiuto. E dietro di lui quell’uomo di origine nigeriane, che da mesi imperversa a Mogliano, con lo seguiva atteggiamento minaccioso dopo avergli dato una sberla senza alcun motivo. Ha soccorso e messo in sicurezza il ragazzo e poi si è messo all’inseguimento dell’aggressore, chiamando la polizia locale mentre procedeva a piedi verso il centro ma senza mai perdere di vista il suo bersaglio. Fino a quando non ha incrociato una gazzella dei carabinieri: a quel punto ha indicato ai militari la direzione presa dal nigeriano, individuato e bloccato nel giro di pochi minuti.
Protagonista il sindaco di Mogliano Davide Bortolato che, sabato sera mentre stava facendo la spesa assieme alla moglie al Cadoro di via Zermanesa, si è improvvisato agente delle forze dell’ordine e ha letteralmente pedinato e poi guidato i carabinieri al fermo di un 34enne nigeriano, residente proprio in via Zermanesa, con i documenti in regola ma senza un’occupazione stabile. L’uomo ha anche tentato di reagire ai carabinieri rifiutandosi di salire sulla gazzella e costringendoli quindi a immobilizzarlo. Alla fine i militari lo hanno denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. «È sempre lui - dice Bortolato - sono pieno di segnalazioni che riguardano questo nigeriano che ormai da settimane gira per Mogliano con felpa e cappuccio sempre calato sulla testa. È lui quello che qualche settimana fa ha sfondato la vetrina di un negozio; è lui quello che poi ha tirato sassi contro la chiesa. E tanti altri episodi. Sabato l’ultima impresa: l’aggressione a un 14enne che entrava al supermercato dove mi trovavo. Ho aiutato il ragazzo e inseguito quell’uomo chiamando i carabinieri. Che lo hanno preso. Il problema però è sempre il solito: quella persona è già libera e questo mi fa arrabbiare. Perchè è come non fosse successo niente, mentre ci sono già diverse denunce a suo carico e queste aggressioni potrebbero ripetersi».
La preoccupazione del sindaco è la stessa dei genitori del ragazzo, residente a Mogliano, che dopo l’aggressione è andato al Pronto Soccorso e poi ha sporto denuncia: «Il problema - spiega il padre ad Antenna Tre - è che quanto accaduto a nostro figlio si può ripetere. Quell’uomo lo ha aggredito senza alcun motivo e ora è tornato libero. Ed è un pericolo. A mio figlio, tutto sommato, è andata bene: passato lo spavento iniziale si è ripreso e adesso è con gli amici. Ma se la prossima volta a essere aggredito fosse un anziano con molta meno resistenza fisica e col rischio di cadere e di farsi veramente male?». Bortolato rilancia: «Dopo tutti gli episodi registrati non è più tollerabile che quest’uomo possa continuare a fare quello che vuole. So che la famiglia del ragazzo ha sporto denuncia. Ora voglio chiedere un incontro a prefetto e questore: una soluzione va trovata».
Tutto comincia sabato verso le 19. Bortolato è tra le corsie del Cadoro assieme alla moglie spingendo il carrello della spesa. A un certo punto sente gridare “Aiuto!” e vede un ragazzo entrare visibilmente spaventato e col viso insanguinato: sta correndo verso il reparto gastronomia e dietro ha il nigeriano che lo insegue. Gli addetti del supermercato intervengono, l’inseguitore quindi molla la presa e si dirige verso l’uscita. Qualcuno vede il sindaco e gli fa: «Sindaco, quello è il solito aggressore e sta scappando!». «Sinceramente non ci ho pensato su due volte - ricostruisce Bortolato - ho affidato il ragazzo ancora scosso a mia moglie e mi sono messo a inseguire quell’uomo mentre si allontanava verso il centro. Gli stavo a distanza e contemporaneamente telefonavo al mio comandante della Polizia locale che dava indicazioni a una pattuglia nelle vicinanze». L’inseguimento dura qualche centinaio di metri. Poi il sindaco incrocia una gazzella de carabinieri, la ferma e spiega la situazione ai militari: «Gli ho indicato la direzione presa dall’uomo. I carabinieri sono stati veloci: lo hanno individuato e fermato nel giro di pochi minuti all’altezza di piazza Pio X». Infine la rabbia: «Non è possibile che questo individuo sia già libero. Molti cittadini, io come sindaco e fle orze dell’ordine hanno fatto la loro parte. È ora che chi di dovere limiti la libertà di questo individuo socialmente pericoloso che da settimane semina terrore in città. Non si deve mettere a rischio l’incolumità dei nostri figli e dei cittadini di Mogliano. Ringrazio i moglianesi che hanno fatto segnalazioni e che ieri hanno soccorso il ragazzo».