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Picchiano una ragazzina davanti a scuola. Le bulle a capo del branco: «Un bel programmino». I post social e la scommessa


PORDENONE - Si mettono d'accordo la sera prima e il giorno dopo scatta il pestaggio. Sei contro una. Martedì mattina, una studentessa minorenne di un istituto superiore del Sanvitese (in provincia di Pordenone), è stata accerchiata da cinque ragazze e un ragazzo, suoi coetanei, e picchiata.
È successo fuori dal cancello della scuola, prima dell'inizio delle lezioni. Le due “registe” dell'attacco, di origine straniera, hanno chiamato in disparte la giovane presa di mira con la scusa di «voler parlare», come riportano i genitori di quest'ultima. La ragazza si è subito insospettita, ma ha provato a dare ascolto alle coetanee, conosciute lo scorso anno scolastico. Per prima cosa sono volati gli insulti. Ma la giovane ha mantenuto il sangue freddo e annunciato: «Io vado in classe».

 
La dinamica

Non appena si è girata, è stata presa per i capelli da una delle due studentesse ed è caduta a terra, battendo la testa. Si è ritrovata circondata dal branco ed è stata presa a calci e pugni. Chi non ha alzato le mani e i piedi, non ha comunque aiutato la giovane, ma ha riso e registrato la scena con il cellulare. Comportamenti che fanno male non meno delle botte. Botte arrivate non per una lite improvvisa, ma immaginate già il giorno prima dalle due complici.
«Abbiamo fatto un bel programmino» avevano annunciato lunedì sera attraverso una storia condivisa su Instagram. Hanno fotografato un foglio a quadretti con una tabella fatta a penna. Due colonne, con da una parte i nomi dei sei giovani pronti ad accerchiare l’indomani mattina la ragazza, come effettivamente è successo, e dall’altra 12 nomi di compagni disponibili a ripetere eventualmente l’azione di pomeriggio. In più, era specificato sia sul foglio che nelle scritte aggiunte con il cellulare il nome della giovane che avrebbe dato il via la rissa: «È pronta a picchiarla».
Il tutto era legato ad una scommessa, rivendicata subito dopo il gesto violento dalla studentessa che l’ha messo in atto: «Adesso ho vinto 20 euro». Il pestaggio si è consumato in circa cinque minuti. Un membro della dirigenza scolastica si è imbattuto nella scena e ha allontanato la ragazza che stava aggredendo la coetanea.


Gli accertamenti

«Alle otto e mezza sono stata chiamata dalla scuola - racconta la mamma della studentessa ferita - e mi sono precipitata con mio marito. Mai avremmo pensato di essere contattati per un avvenimento del genere». Dalla scuola, la corsa in pronto soccorso. Dagli accertamenti sono stati rilevati traumi cranico e facciale, e toracico minore, oltre a una distorsione del rachide cervicale e a contusioni e abrasioni ai gomiti e a un ginocchio e nella regione lombare.
La giovane ha ricevuto una prognosi di dieci giorni. E dall’ospedale, la famiglia si è diretta alla caserma dei carabinieri nella cittadina in cui è avvenuto il fatto, ma le procedure dovranno proseguire nella sede del comando di riferimento dell’area di residenza. «Stiamo raccogliendo tutto il materiale - spiegano i genitori - per procedere con la denuncia». L’auspicio è che «possano venire in aiuto anche eventuali immagini della videosorveglianza».


Lo stato d'animo

La famiglia è scossa. Quelli di martedì mattina sono minuti difficili da dimenticare. Non è semplice nemmeno trovare una spiegazione. «Mia figlia - spiegano i genitori - lo scorso anno scolastico aveva aiutato spesso la ragazza che l’ha picchiata, prestandole libri e materiali che non le sono mai stati restituiti. Aveva provato a chiederli indietro, ma senza successo, e non aveva più insistito. Ha un carattere mite. Pian piano si era allontanata da lei e dalla sua complice, notando un atteggiamento che non la convinceva, e ha trovato altre amiche più in linea con lei. Ma non ha mai fatto nulla di male alle due ragazze, e non le ha mai screditate».
Dopo mesi di lontananza, al rientro tra i banchi la situazione è improvvisamente scoppiata, tra livori e scommesse. La ragazza che ha picchiato nei giorni scorsi ha seguito le lezioni normalmente: si tratta di capire se scatteranno provvedimenti disciplinari a suo carico.