La mela non cade mai troppo lontano dall'albero, dicono. E nel caso di Pierre Casiraghi questo detto non potrebbe essere più veritiero. Il più giovane dei tre figli di Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi sembra essere quello che più ha ereditato i geni dell'avventura dal padre. Lo dimostrano le sue imprese temerarie negli sport acquatici, dove da anni si cimenta con successo, trionfando spessissimo con il suo equipaggio.
Tra i suoi più recenti successi la vittoria lo scorso anno all'Admiral's Cup, insieme a Peter Harrison, Nicolò Robello e Lorenzo Mazza, a bordo del suo Fast 40 Jolt 6 in rappresentanza dello Yacht Club de Monaco, di cui il principe Alberto è vice presidente. Un trionfo celebrato da Pierre con il solito aplomb che lo contraddistingue e che lo ha reso uno dei membri della famiglia principesca più amato e apprezzato.
Nato nel 1987 e sposato da undici anni con la modella e giornalista Beatrice Borromeo, da cui ha avuto tra figli, Pierre è il (quasi) principe più avventuriero della famiglia. Nonostante gli studi in Economia alla Bocconi, la passione per la vela è sempre stata presente nel suo cuore. "Monotipi, regate d’altura con il Tp 52, poi l’Oceano con il progetto Maserati di Soldini e in Imoca 60 dove ha sostenuto le sfide del tedesco Boris Herrmann e navigato con lui", come ricorda il sito specialistico Giornale della vela. E poi ancora l'impegno per le cause ambientaliste con la traversata oceanica in Imoca 60 con l'attivista Greta Thunberg.
Pierre Casiraghi con Greta Thunberg.
Ben lontano dall'immagine dell'armatore ricco e capriccioso, poco incline a "sporcarsi le mani" e a "pendersi dei rischi", Pierre Casiraghi è un abile timoniere, che ha ereditato dal padre l'amore per il mare, pur non ignorandone i pericoli. Quelli che purtroppo costarono la vita a Stefano, morto tragicamente tra i flutti al largo di Saint-Jean-Cap-Ferrat, mentre stava pilotando il catamarano Pinot di Pinot in squadra con Patrice Innocenti il 3 ottobre 1990, durante i Campionati del mondo offshore a Monte Carlo. All'epoca Pierre aveva solo tre anni, ma qualcosa della forza magnetica delle onde deve essergli rimasto dentro se è riuscito a fare del mare il suo migliore compagno di avventure, proprio come il papà, che nel 1989, un anno prima della scomparsa, si era laureato campione del mondo con un monocarena.
Stefano Casiraghi con la moglie Carolina negli anni ’80.
Ma la somiglianza tra Pierre e Stefano non si ravvisa solo nella comune passione per la nautica e per ogni genere di avvenuta in mare. Con il passare degli anni, il figlio minore dell'imprenditore comasco e della principessa Carolina è sempre più simile al padre anche nell'aspetto. Lo si è visto bene quest'estate, quando è apparso allo Yacht Club di Monaco per partecipare ad uno degli incontri con il pubblico dal titolo Il desiderio di avventura, nell'ambito dell'annuale rassegna Rencontres Philosophiques de Monaco, organizzata dalla sorella Charlotte.
Sorridente, disponibile e affabile con i suoi interlocutori, Pierre è apparso perfettamente a proprio agio mentre parlava della grande passione per la vela in dialogo con la psicoanalista Stéphane Habib e il filosofo Bruce Bégout. Le avventure del desiderio e i desideri di avventura sono stati il fil rouge della conversazione. E nel vederlo interloquire, sembrava di ritrovare in Pierre il carisma del padre, di cui ha ereditato anche i tratti del viso e un innegabile fascino, che rivive in lui e nelle sue splendide imprese da capitano coraggioso.