Proseguono le indagini sul giallo di Pietracatella e sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina lo scorso dicembre in provincia di Campobasso. "Ritengo ci saranno richieste di proroga di 30 giorni ciascuna entro e non oltre i sei mesi dalla data di inizio delle operazioni di consulenza tecnica come previsto dal codice di procedura penale", ha detto la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli
ascolta articolo
Sceglici su:
Potrebbero prolungarsi le tempistiche legate alle indagini sul giallo di Pietracatella e sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina lo scorso dicembre in provincia di Campobasso. Al momento, infatti, nessuna relazione dei consulenti tedeschi del Robert Koch Institut è stata depositata. E' quanto comunicato dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli. "Ritengo ci saranno richieste di proroga di 30 giorni ciascuna entro e non oltre i sei mesi dalla data di inizio delle operazioni di consulenza tecnica come previsto dal codice di procedura penale. Le attività - ha specificato ancora la procuratrice - sono numerose e complesse".
L'inchiesta resta al momento contro ignoti per quanto riguarda l'ipotesi di reato di duplice omicidio premeditato. Cinque medici, invece, sono indagati per omicidio colposo relativamente agli accessi in ospedale delle due donne subito dopo i malori nei giorni delle festività natalizie. Sia Antonella Di Ielsi sia la figlia Sara, infatti, avevano accusato un malore mentre si trovavano, nei giorni dello scorso Natale, nella loro abitazione. Le due si erano recate al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso, dove erano state visitate e successivamente dimesse. Con il peggiorare delle condizioni di salute avevano fatto ritorno in ospedale, ma tra la sera del 27 dicembre e la mattina del 28 dicembre sono decedute a poche ore di distanza (COSA SAPPIAMO).
Di fatto, dunque, non sono ancora state depositate le relazioni dei consulenti tedeschi del centro berlinese, struttura di rilevanza mondiale nello studio sui veleni. La consegna di una parte degli accertamenti affidati agli specialisti tedeschi nell'inchiesta avrebbe dovuto essere consegnata proprio in queste ore. ‘’Allo stato non ci sono depositi’’, ha confermato Antonelli.
Il Robert Koch Institut è stato incaricato il 29 giugno scorso di approfondire gli aspetti legati all'avvelenamento, mentre le operazioni sono iniziate ufficialmente il 7 luglio. Le risultanze provenienti dalla Germania dovranno poi essere incrociate con quanto raccolto dalla squadra mobile di Campobasso: oltre 200 testimonianze, dispositivi elettronici, reperti, analisi tossicologiche e risultati delle autopsie.