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Pignataro, parla Vincenzo, il papà che ha finto di abbandonare il figlio: «Lasciateci crescere e amare Mattia»


«Ci stiamo occupando di tutto. Dobbiamo solo prenderlo in ospedale. Gli darò tutto il possibile». Ora ha un nome e un volto il papà di Mattia, il bambino nato in segreto a Pignataro Maggiore nella notte tra venerdì e sabato. Si chiama Vincenzo il 19enne di Pastorano che in quelle ore concitate aveva deciso di fingere l’abbandono di suo figlio, dopo aver aiutato la fidanzata di quasi 16 anni a partorire in casa. Decide di mostrarsi in tv, insieme al suo avvocato Luciano Polizzi e ai genitori della minorenne. È emozionato e confuso, ma ripete sicuro un mantra: «Voglio tenere il bambino». Le stesse parole che ha pronunciato nelle scorse ore la ragazzina, confidandosi con la madre: «Speriamo che vada tutto bene, che Dio ci aiuti. Ma sono responsabile e voglio il bambino». Le ultime ore sono state concitate, per queste due famiglie distanti pochi chilometri ora unite da quella che definiscono «una bellissima creatura».

Mattia sta bene, è ancora in ospedale monitorato dai medici del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Cardarelli. E ora i giovanissimi neogenitori aspettano di poterlo accogliere. A “La Vita in Diretta” sulla Rai e a “Verità Nascoste” su Mediaset parlano anche i genitori della minorenne: nonno Bartolo dice che sarà lui ad ospitare i due ragazzi a casa. «Siamo già pronti per rendergli la vita felice e serena. Attendiamo fiduciosi lo sviluppo degli esiti giudiziari. Ci prendiamo la responsabilità di questo bambino, vogliamo dirlo a tutti: anche a chi non crede in noi». Nonna Marta invece scoppia in lacrime davanti alle telecamere: «Sono contenta di essere nonna di un bellissimo bambino. Faremo di tutto».

Pignataro, finge di abbandonare il figlio: «Mai lasciato Mattia, avevamo solo paura»

Ma la coppia pignatarese ha anche ripercorso i momenti precedenti e immediatamente successivi al parto. «Mia figlia mi ha detto la verità soltanto quando eravamo fuori dall’ospedale prima della visita. È a quel punto che mi ha rivelato che era tutto vero. Ma prima noi non ci siamo accorti di nulla, nei giorni scorsi abbiamo anche fatto dei bagni in piscina, ho scherzato sul fatto che avesse i fianchi larghi», ha spiegato al microfono Bartolo. «Credo che sia stata una cosa più grande di loro, hanno avuto paura ma sono stati comunque forti». Di quei momenti parla anche Manuela Compagnone, infermiera del 118 di Caserta arrivata a bordo di un’ambulanza della Misericordia di Teano, la prima a prendere in braccio il piccolo Mattia. «Era in un maglioncino di cotone, sporco di sangue - ricorda -. Stava bene ma l’abbiamo un po’ riscaldato. È stata un’emozione particolare, ha ciucciato il mio dito per tutto il tempo in ambulanza fino all’arrivo a Napoli». E riguardo quel ragazzo, che poi si sarebbe scoperto essere il papà del neonato, dice: «Quando l’abbiamo preso in braccio, lui sembrava sollevato».

Sulla posizione di Vincenzo, che dovrà rispondere di false generalità fornite ai carabinieri e di simulazione di reato, si attendono risvolti da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. «Non ci sono procedimenti penali in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere - precisa l’avvocato Polizzi, che non ha escluso di valutare il ricorso a indagini difensive autonome per la ricostruzione della verità -, ma siamo disponibili a collaborare con la Procura. Bisogna considerare anche l’aspetto sociologico della vicenda, in una piccola comunità dove un episodio del genere fa scalpore». Il 19enne ripete che «abbiamo avuto paura. Pensavo solo al bambino e alla mia fidanzata». E poi chiosa: «Penso che i giudici possano capirmi».