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PIL, ING conferma stime crescita Italia: economia resiliente a shock


(Teleborsa) - ING conferma le previsioni sull'Italia che indicano una crescita media del PIL dello 0,9% e un’inflazione media del 2,7% nel 2026, alla luce dei dati pubblicati oggi dall'Istat, che hanno evidenziato una crescita del PIL nel secondo trimestre dello 0,2%, sostenuto dalla domanda interna, mentre le esportazioni nette hanno rappresentato un fattore di frenata, ed un'inflazione in accelerazione al 3,3%, sebbene l'inflazione di fondo abbia registrato un leggero rallentamento.

"Prevediamo una crescita simile nel terzo trimestre, ma l’accelerazione dell’inflazione, trainata dai prezzi dell’energia, aumenta il rischio di una delusione sul fronte dei consumi", commenta Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING.

"I dati preliminari sul PIL relativi al secondo trimestre avevano suggerito che l’economia italiana si stesse dimostrando sorprendentemente resiliente agli sviluppi geopolitici e al loro impatto sui prezzi dell’energia. - sottolinea l'esperto - I dati rivisti, pubblicati oggi dall’Istat, forniscono ulteriori dettagli sulla domanda e confermano che è stato effettivamente così".

"La spinta ai consumi - nota l'economista di ING - è venuta principalmente dai servizi, seguiti dai beni durevoli, mentre la componente dei beni non durevoli ha avuto un impatto neutro sulla crescita. In questo contesto, la buona notizia è che i consumi hanno tenuto nonostante un temporaneo deterioramento del reddito disponibile reale causato dall’accelerazione dell’inflazione legata all’energia. Il consolidamento dei progressi sul fronte dell’occupazione e il loro impatto sulla fiducia sembrano aver agito da fattore compensativo".

"Sul fronte degli investimenti si è registrata una chiara spinta da parte degli investimenti in infrastrutture, che molto probabilmente riflette una corsa finale all’avvicinarsi della scadenza ufficiale del piano di ripresa e resilienza. - evidenzia Pizzoli - Ciò ha più che compensato la contrazione della componente residenziale, ancora gravata dalla riduzione degli incentivi fiscali. La debolezza dei settori dei macchinari e degli armamenti riflette probabilmente una combinazione tra una ripresa molto graduale del settore manifatturiero e il ritardo nelle decisioni da parte del governo di attingere ai fondi europei SAFE dedicati. L’aumento degli investimenti nei prodotti legati alla proprietà intellettuale suggerisce che anche l’economia italiana stia traendo vantaggio dall’ondata globale di investimenti legati all’intelligenza artificiale, ma finora con un contributo limitato alla crescita del PIL".

Guardando al futuro, ING prevede che "l’espansione economica potrebbe proseguire a un ritmo simile e con un andamento analogo nel corso del terzo trimestre. Questa prospettiva non è tuttavia esente da rischi, legati principalmente al potenziale impatto sui consumi dell’accelerazione dell’inflazione".

"Per il momento, i consumatori non percepiscono un elevato rischio di inflazione all’orizzonte, - spiega Pizzoli - ma è probabile che si manifesti una certa prudenza nei comportamenti di consumo qualora le pressioni sui prezzi dovessero persistere".