
L’impianto di via Redipuglia è gestito da Sebastianelli, presidente di Agpm "Servirebbero dei contributi straordinari. Le tariffe? Non le tocchiamo".

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"Caro energia e costi di gestione: piscine italiane a rischio chiusura". A lanciare l’allarme, tra i gestori degli impianti natatori, c’è anche Andrea Sebastianelli, in capo alla pesarese Sport Village di via Redipuglia l’unica piscina olimpica delle Marche. "Il rischio c’è. Da presidente di Agpm, l’associazione che rappresenta 48 impianti perlopiù di proprietà pubblica delle Marche – dice Sebastianelli – ho inviato un appello alla giunta Acquaroli affinché presti attenzione ad una situazione già critica. Non solo a Pesaro, ma in tutta Italia la crisi energetica è nei prezzi letteralmente raddoppiati tanto che, rispetto allo stesso periodo dell’anno si profilano aumenti del 91,9% per il dispendio di energia elettrica e addirittura un’impennata al 125% per garantire il riscaldamento con gas metano degli impianti".
Tradotto: la bolletta per luce e gas pagata da Sport Village per l’impianto Berti di via Redipuglia passerà dai 300mila euro l’anno a 600mila euro. "Cifre reali, ma impossibili da sostenere anche per una realtà strutturata, con un ampio bacino di utenza come la nostra Berti" conferma Sebastianelli.
E’ un incubo, quello della chiusura della piscina a fronte di costi insostenibili, che Pesaro ha già vissuto nel 2022. "Vero, siamo rimasti chiusi un inverno. Anche allora la causa fu l’impennata dei prezzi nel settore energetico. Solo per scaldare l’acqua occorrevano 700mila euro".
Insomma il rischio non è remoto... "Tutt’altro. Ed per questo che l’intera categoria è in allarme. Anche a Pesaro siamo preoccupati nonostante l’investimento da 1 milione di euro in efficientamento energetico ci ha permesso di abbattere i consumi del 50%. Abbiamo un imppianto che consuma la metà di quello che consumava prima del 2022, eppure non basterà".
Nell’appello al Governatore Acquaroli e agli assessori, Tiziano Consoli e Francesco baldelli, cosa ha scritto? "Come presidente ho chiesto di non abbandonare le società che garantiscono il funzionamento di un servizio pubblico importante come è l’attività acquatica per la salute e il benessere della persona. Non parlo solo per Pesaro, ma anche per tutti gli altri impianti natatori di proprietà pubblica che rischiano di essere dismessi se non si prefigura una strategia in grado di affrontare la crisi. C’è già chi purtroppo pensa di chiudere perché con i prezzi alle stelle il rischio è di non arrivare alla prossima estate. Il danno sociale sarebbe enorme".
Aumenterete le tariffe? "No, sono già alte per i costi incomprimibili legati alla gestione e all’igiene degli impianti. Il nuoto è uno sport che oltre ad agire come aggregante è significativo per la salute e il benessere delle persone di tutte le età. È dimostrato, infatti, che aiuta nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari e dell’obesità, riducendo in alcuni casi il ricorso ai farmaci".
Quali richieste avete fatto? "Almeno tre. Primo un tavolo di confronto aperto a Regione e Comuni, ma anche al presidente di Anci Marche, Marco Fioravanti, l’Azienda sanitaria e ad altre istituzioni nazionali come il Gse in grado di mettere a sistema soluzioni ad ampio raggio".
E poi? "Non chiediamo contributi a pioggia, ma vorremmo che si prevedessero contributi straordinari, ristori d’emergenza e fondi strutturali per la riqualificazione degli impianti. Ci aspettiamo che il sindaco Biancani e gli altri primi cittadini siano al nostro fianco in questa battaglia vicina ai cittadini".
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