Cisgiordania

“Non abbiate paura”. È l’appello rivolto dal patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla comunità cristiana di Taybeh durante la Messa di Ferragosto, invitandola a restare unita.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AITaybeh è un villaggio palestinese in Cisgiordania, 15 chilometri a nord-est di Gerusalemme e 12 chilometri a nord-est di Ramallah nel Governatorato di Ramallah e al-Bireh, a 850 metri sul livello del mare. Taybeh è l’ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, dove la sicurezza rischia ancora una volta di diventare un pretesto per nuove restrizioni.
Nel suo intervento il cardinale ha invitato i fedeli a non cedere alla paura e alla disperazione, ricordando con forza che anche il male oggi, per quanto possa apparire potente, “non ha un potere assoluto”.
La celebrazione è stata concelebrata dal parroco, padre Bashar Fawadleh. Nel salutare il patriarca, padre Bashar ha detto che Taybeh lo accoglieva “tra la sua gente e nella sua casa”. La sua presenza, ha sottolineato, ricorda alla comunità di non essere sola.
Nell’omelia Pizzaballa ha riflettuto sulle letture dell’Assunzione, soffermandosi sulla donna e sul drago dell’Apocalisse. Il passaggio, ha spiegato, mostra che anche quando il male sembra invincibile, la sua forza non è illimitata. L’Assunzione, ha detto il patriarca, è “un frutto della Risurrezione” e Maria insegna ai cristiani a guardare la realtà “con gli occhi di Dio”.
“Io posso non avere risposte a livello umano e mondano, ma credo in Dio. E sono certo che, in Lui, possiamo continuare a dare vita, anche qui a Taybeh”, ha affermato Pizzaballa. Il patriarca ha ribadito l’impegno della Chiesa a difesa della presenza cristiana. “Continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per preservare la presenza ecclesiale qui, a ogni livello, in tutta la Terra Santa”, ha assicurato.
Ma proteggere la presenza cristiana significa anche difendere il cuore dalla paura e dalla disperazione. “Dobbiamo anche imparare dalla Vergine Maria a custodire i nostri cuori, perché questa situazione può contaminare i nostri cuori. E se i nostri cuori vengono contaminati, il “drago” ha vinto”, ha detto.
Poi l’esortazione: “Ma noi vogliamo rimanere una comunità che dà vita, senza rinunciare o abbandonare i nostri diritti, il nostro diritto alla vita. Siate coraggiosi. Non abbiate paura”.
La visita arriva mentre resta in vigore un ordine militare israeliano emesso lo scorso luglio, che ha dichiarato l’area ’Taybeh e Rimon’ zona militare chiusa, vietando l’ingresso e la presenza di israeliani e stranieri.
L’ordinanza ha sollevato interrogativi sull’accesso alla città per pellegrini, visitatori, giornalisti e volontari. “Il vostro esempio è importante, perché continuiamo a essere una voce cristiana nel mezzo di questa situazione molto complessa”, ha detto Pizzaballa. Al termine della Messa, prima di incontrare i fedeli e le famiglie della comunità, ha pregato affinché l’intercessione della Vergine Maria accompagni le famiglie e le madri di Taybeh e perché la città resti “un luogo e uno spazio di gioia e di vita”.
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