
Gli uffici del personale stanno già preparando il bando, che uscirà nel giro di pochi mesi: servirà a potenziare l’organico e a sostituire i vigili in pensione e trasferiti in altre città.

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La coperta non è corta. Ma, con i pensionamenti previsti a breve e i trasferimenti chiesti per altre città, rischia di diventarlo. Per sostituire gli agenti della polizia locale in partenza o vicini alla pensione e rafforzare l’organico, il Comune di Rimini organizzerà presto un nuovo maxi concorso di assunzione per i vigili. A Palazzo Garampi si sta lavorando già da parecchie settimane al concorso. Non c’è ancora una data certa, né per la pubblicazione del bando, né per le prove che i candidati dovranno sostenere. Ma ormai dovrebbe essere solo una questione di tempo. Perché il ’concorsone’ è ritenuto necessario dal Comune, per potenziare la polizia locale e sostituire i posti che (nel giro di pochi mesi) diventeranno vacanti a causa di trasferimenti e pensionamenti.
Oggi il comando di via della Gazzella può contare su circa 220 tra ufficiali e agenti, inclusi quelli dei distaccamenti. Il nuovo concorso servirà ad arruolare circa 50 agenti: alcuni di loro come rinforzi, altri in sostituzione di chi lascerà a breve la polizia locale. Dalla nuova graduatoria, poi, si attingerà anche per le prossime assunzioni in futuro, visto che quelle dei precedenti concorsi sono state tutte praticamente esaurite.
Il ’concorsone’ per i 50 agenti della polizia locale arriverà dopo la prima ’infornata’ di assunzioni, voluta dalla giunta Sadegholvaad nei primi anni di mandato. Gli uffici del personale del Comune sono impegnati nella ricognizione dell’attuale situazione dei vigili, per poi arrivare alla stesura definitiva del bando del concorso. Che sarà indetto, molto probabilmente, entro la fine dell’anno o – al più tardi – all’inizio del 2027. L’obiettivo è stringere i tempi, per poter procedere alle prove in pochi mesi e arrivare alle assunzioni entro la metà del prossimo anno.
Il rafforzamento dell’organico dei vigili sarà, per Palazzo Garampi, una delle priorità del 2027. E, per coprire la spesa delle nuove assunzioni, il Comune potrebbe impiegare una parte degli incassi derivanti dalla tassa di soggiorno. Rimini era stata tra le prime città a proporre al governo di rivedere il regolamento sull’uso dei proventi dell’imposta, dando ai Comuni la possibilità di finanziare, attraverso la tassa, anche interventi per la sicurezza. Una facoltà messa poi nera su bianco dal governo, con il decreto sicurezza di alcuni mesi fa.
Manuel Spadazzi
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