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Polizia, Luigi Petrillo lascia la provincia dopo dieci anni. La commozione ai saluti: «È stato come un viaggio in cordata, qui ero a casa»


CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - «A Belluno e nell’Alto Bellunese mi sentivo a casa. Sono contento e onorato del nuovo incarico, ma parto con la tristezza nel cuore». Dopo dieci anni trascorsi in provincia, Luigi Petrillo lascia la guida del commissariato di Cortina d’Ampezzo per diventare vicario del questore di Padova.
Assumerà servizio lunedì. A salutarlo ufficialmente è stato ieri il questore di Belluno Roberto Della Rocca, che gli ha dedicato una conferenza stampa. «Era un tributo doveroso - spiega -. Petrillo, oltre a essere un validissimo funzionario, è un grande amico: ci conosciamo da trent’anni».

Il percorso

L’ufficialità del trasferimento è arrivata nei giorni scorsi. Da lunedì 21 settembre Petrillo sarà quindi a Padova, mentre la responsabilità del commissariato ampezzano passerà temporaneamente a Francesco Muscolino, in attesa del nuovo dirigente. «Dieci anni nello stesso territorio non rappresentano un periodo normale nella carriera di un funzionario di polizia - sottolinea Della Rocca -. A Petrillo va il ringraziamento della Polizia di Stato e dell’intero territorio per l’impegno profuso».
Arrivato nel Bellunese nel 2016, Petrillo ha diretto prima la Divisione anticrimine e successivamente il commissariato di Cortina. Per Della Rocca ha incarnato pienamente il ruolo del dirigente territoriale, diventando un punto di riferimento per la comunità. «Ha vissuto la montagna e il contesto ampezzano in maniera assoluta. Lavora sotto traccia, senza personalismi, ed è un abilissimo risolutore dei problemi».

Decennio intenso

Nel decennio trascorso tra Belluno e Cortina, Petrillo ha attraversato alcuni dei momenti più delicati e importanti vissuti dalla provincia. Dalla tempesta Vaia ai dissesti idrogeologici, passando per le frane di Cortina e di Cancia, fino ai Mondiali di sci alpino del 2021 e alle Olimpiadi e Paralimpiadi da poco trascorse. «Il periodo olimpico è stato il coronamento di dieci anni fantastici e importanti - racconta Petrillo -. Le Olimpiadi non sono state soltanto le manifestazioni finali, ma tutto il lavoro che le ha precedute. Il questore è riuscito a creare una grande squadra, che ci ha consentito di affrontare con serenità un evento mondiale in una provincia geograficamente complessa e con una questura che non ha certo le dimensioni di Milano. Un lavoro riconosciuto anche a livello internazionale: abbiamo ricevuto attestazioni da tante delegazioni straniere».

Il legame

Tra le esperienze più significative Petrillo ricorda, ancor più delle Olimpiadi e Paralimpiadi appena trascorse, i Mondiali di Cortina del 2021, organizzati durante la pandemia. «Il mondo era chiuso in casa e Cortina, Belluno e l’Italia riuscirono a realizzare un evento internazionale, quando la campagna vaccinale era appena iniziata. Fu un enorme messaggio di speranza, reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, sanità, Regione, Comuni e Provincia».
Ancora più profondo il rapporto costruito con le comunità del Cadore e dell’Ampezzano. «In montagna ci si deve aiutare, perché non si sale da soli. È stato come un viaggio in cordata: tutti condividono lo stesso progetto e lo stesso obiettivo e, quando si arriva in cima, ci si stringe la mano. Questo è stato per me vivere e lavorare qui».

La nuova sfida

A Padova ritroverà le dinamiche di una grande realtà urbana, già conosciute durante la precedente esperienza a Venezia. «Le problematiche saranno diverse - osserva Petrillo -, ma lo spirito rimane lo stesso: dobbiamo rispondere alle esigenze di sicurezza del territorio nel quale siamo chiamati a prestare servizio». Per Della Rocca, il nuovo incarico rappresenta «una promozione funzionale» e il riconoscimento della professionalità maturata nella gestione del personale, dell’ordine pubblico e dei grandi eventi.