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Poltrona ultra larga: la destra si divide la torta del cda Infratel


Come amministratore delegato arriva Acanfora, vicino a Fazzolari. La Lega porta a casa la presidenza con l’ex assessora in Sicilia Faraoni. Accontentata anche Forza Italia con i ruoli a Fontana e Toma

Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere

Una banda sempre più larga per il centrodestra. Almeno in termini di poltrone. Il cda di Infratel, società in house (controllata da Invitalia) del ministero delle Imprese che si occupa della realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e quindi gestore del piano banda ultralarga, è stato spartito con il perfetto uso del “manuale Cencelli”. Così da soddisfare gli appetiti della maggioranza.

Come amministratore delegato è stato designato Stefano Acanfora, manager vicino a Giovanbattista Fazzolari: nel 2017, quando era direttore della centrale acquisti della regione Lazio aveva avallato una consulenza (di 166mila euro complessivi) con l’attuale sottosegretario, all’epoca semplice dirigente di Fratelli d’Italia. La collaborazione è stata poi interrotta dopo l’elezione in Parlamento di Fazzolari. Acanfora è reduce dall’esperienza di direttore generale della 3-I spa, una società che avrebbe dovuto coadiuvare la digitalizzazione di Istat, Inps e Inail, titolari delle azioni della società.

A distanza di tre oltre anni dalla fondazione, la 3-I resta un oggetto misterioso. Il bilancio del 2025 ancora non è stato pubblicato, quelli degli anni precedenti hanno chiuso con il segno meno e un’operatività vicina allo zero. Poco male. Acanfora è stato comunque promosso con un incarico di maggior prestigio al timone di Infratel, nonostante i dubbi del ministro, Adolfo Urso, ufficialmente titolare del dossier, che avrebbe preferito la conferma di Pietro Piccinetti.

Alla presidenza è invece arrivata Daniela Faraoni, ex assessora alla Salute della giunta Schifani in Sicilia. Il suo nome è stato fatto in quota Lega, anche se a dirla tutta Faraoni ha come sponsor Luca Sammartino, campione di preferenze nell’isola, oggi con il partito di Matteo Salvini, ma in passato con Pd e Udc. Prima di essere chiamata da Renato Schifani, Faraoni è stata commissaria e poi dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo dove era approdata nel 2020, dopo lo scandalo corruzione Sorella sanità.

Nei mesi scorsi il benservito: Schifani l’ha sostituita con Marcello Caruso, suo segretario particolare. Il partito di Salvini ha comunque riempito una casella con un profilo gradito. Forza Italia ha invece ottenuto la conferma nel cda di Gregorio Fontana, deputato azzurro per cinque legislature (è stato anche questore alla Camera) non rieletto nel 2022. Il partito di Antonio Tajani ha strappato anche la conferma alla presidenza del collegio sindacale di Donato Toma, ex presidente della regione Molise, non ricandidato nel 2023. Così da diminuire il “digital divide” degli incarichi.

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