
La jeep distrutta. I vandali hanno provato a gettare il mezzo da una scarpata

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Ponte in Valtellina (Sondrio) – “Pare più un’intimidazione, che un semplice dispetto”. La scoperta l’hanno fatta mercoledì mattina alcuni escursionisti: la piccola jeep del Rifugio Gino e Massimo pesantemente vandalizzata, tutti i vetri infranti, fanali e tergicristalli rotti, gomme bucate e carrozzeria tagliata a colpi d’ascia. Un vero accanimento: c’è stato addirittura il tentativo di spingere il piccolo fuoristrada giù da una scarpata. Anna Savonitto preferisce non fare accuse, ma su un punto non ha dubbi. “È evidente che qualcuno è infastidito dalla gestione del rifugio, gestione che porto e portiamo avanti con passione, entusiasmo, voglia di fare”.
Trent’anni, morbegnese, dopo varie esperienze da dipendente in altri rifugi, dalla scorsa estate Anna ha deciso di fare il salto e mettersi personalmente alla guida del “Gino e Massimo“ di proprietà del Comune. Questa è la seconda stagione, ma non si può dire che sia partita con il piede giusto. La jeep vandalizzata arriva, infatti, dopo un altro recente episodio che ha messo in difficoltà la gestione ordinaria dell’attività. "Gli asini sono stati rinchiusi nel bivacco del rifugio – ricorda Anna – c’è voluta una settimana per ripulirlo”.
Non solo: va menzionato il diluvio di commenti violenti (diversi sono stati pubblicati sui canali social del “Gino e Massimo“) in relazione all’iniziativa di domani, con la pastasciutta antifascista che intende essere la versione pranzo della medesima iniziativa organizzata la sera a Ponte in Valtellina da Anpi, Cgil e Spi di Sondrio. “Non sappiamo se questi episodi siano tra loro connessi, ma non siamo disposti a tollerare questi atti violenti, vili, codardi e di una bassezza umana sconcertante – dice Anna anche a nome delle sue collaboratrici –. Siamo amareggiate e molto arrabbiate, ma l’estate è lunga e qui c’è ancora molto da fare”. Da qui l’invito della giovane rifugista: “Rispondiamo collettivamente! Se volete sostenerci passate a trovarci o partecipate alla raccolta fondi per riparare, o più probabilmente ricomprare, la jeep che ci serve per lavorare. Trovate il link sulle nostre pagine Instagram e Facebook”. Detto fatto: in una manciata di ore ieri sono giunte donazioni per oltre 7mila euro e una valanga di messaggi di solidarietà da ogni parte d’Italia.
Intanto sull’episodio indagano i carabinieri: poche settimane fa, sulla strada che porta a Briotti, furono trovati danneggiati con una motosega una tettoia in legno che poggiava su due basamenti in cemento, sotto la quale c’era la grande cartina del Parco delle Orobie, e un altro grande pannello informativo in legno, a pochi giorni dal rogo, probabilmente doloso, di una baita a Paiosa.
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