È stato uno dei momenti più discussi a Pontida lo show andato in scena sul palco della manifestazione della Lega, dove alcune donne del collettivo Nemesis, organizzazione politica composta esclusivamente da donne e fondata in Francia nel 2019 da Alice Cordier, sono salite indossando il burqa. Poco dopo, al grido di «Libertà, libertà», si sono tolte i lunghi abiti neri, dando vita a una protesta contro quella che hanno definito l’“islamizzazione” dell’Italia.
Sul palco insieme alle esponenti di Nemesis c’era l’eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint. Dal prato si è levato il coro «Levalo, levalo», riferito al velo, mentre le donne si liberavano degli abiti che le coprivano integralmente.
Cisint ha quindi preso la parola, rivolgendosi alla platea e attaccando quelle che ha definito “donne oggetto”, l’Islam radicale e la sinistra, prima di rivolgere una domanda alle femministe: «Dove sono le femministe rosse?».
Poi il grido: «Vergogna».
«La minaccia è l’Islam radicale, noi non permetteremo mai di islamizzare casa nostra, mai», ha detto l’eurodeputata. Il messaggio è poi proseguito con un appello alla Lega e alla platea di Pontida: «La Lega non ha paura, bisogna suonare la sveglia: chi non rispetta le nostre leggi non è il benvenuto e se ne deve andare».
Cisint ha quindi annunciato il lavoro politico del partito sul tema: «Con il capitano Salvini abbiamo preparato un pacchetto di norme contro l’islamizzazione». E ha aggiunto: «Pontida deve far sentire la voce di chi vuole salvare l’Italia da chi vuole conquistarci: non passa lo straniero».
Il tema dell’immigrazione e dell’integralismo islamico è così entrato al centro della giornata conclusiva della kermesse leghista, accompagnato dallo slogan “Non passa lo straniero”, comparso anche sulle transenne che delimitavano il pratone di Pontida.
Dal palco è poi intervenuto Matteo Salvini, accolto da un’ovazione durata oltre cinque minuti e dal coro “Matteo, Matteo”. Il segretario della Lega, con una t-shirt bianca, ha risposto mettendosi una mano sul cuore e ringraziando la folla. Poco dopo si è levato anche il tradizionale coro “C’è solo un capitano”.
Salvini ha ribadito il tema dell’unità interna del partito: «La Lega vince solo se unita, forte e libera da Nord a Sud». Un messaggio rivolto anche alla cosiddetta “fronda nordista”, che da tempo chiede maggiore centralità per i territori del Nord e una gestione più collegiale del partito.
«Per cambiare la storia occorre coraggio, visione, determinazione e pazienza. Non bisogna mai mollare nel bene e nel male, mai montarsi la testa con il vento in poppa e mai deprimersi quando c’è da rimboccarsi le maniche», ha detto il segretario.
Nel suo intervento Salvini ha anche annunciato la volontà di proporre a ottobre un congresso straordinario della Lega, con l’obiettivo di verificare la fiducia della base e affrontare le tensioni interne al partito.
Non è mancato un duro attacco alla stampa, Salvini ha accusato alcuni giornalisti di essere presenti a Pontida non per raccontare l’evento, ma per “inventare, diffamare, screditare”.
«Servi di un regime destinato a morire», ha detto dal palco, contestando in particolare le cronache sulla partecipazione alla manifestazione. «Sciacquatevi la bocca quando parlate di Pontida, di libertà, di un terreno sacro che ci sarà più a lungo delle vostre testate che rispondono al padrone di turno».
«Non dovete aver paura anche se scrivete delle infamie perché il popolo di Pontida è pacifico, ma fossi in voi proverei tanta vergogna. Ognuno risponde al suo padrone. Ma la Lega non ha padroni e la Lega non è in vendita», ha aggiunto.
Salvini ha poi contestato le notizie sulla presunta scarsa partecipazione alla manifestazione: «C’è qualche giornalista che non è qui per osservare ma per inventare, diffamare, screditare. O siamo in preda a un’allucinazione collettiva? ‘Pontida è vuota’, ‘pratone vuoto’. Guardate come è vuota e fatevi sentire da questi servi di regime che odiano la libertà».
Dal palco Salvini ha chiesto alla platea di Pontida una serie di “mandati” da portare al governo e in Europa.
Tra le priorità indicate c’è la prossima legge di Bilancio, con la richiesta di “impegni certi”, a partire dal superamento della legge Fornero attraverso Quota 64, dalla riduzione delle tasse sugli stipendi dei giovani e dall’aumento della flat tax per partite Iva, artigiani e lavoratori autonomi.
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