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Premio di maggioranza al 42%, proporzionale e preferenze: la legge elettorale allo sprint finale


F.A.

F.A. 14 settembre 2026 19:52

Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini

La nuova legge elettorale vede il traguardo. È attesa per domani mattina, con dichiarazioni di voto a partire dalle 10, l'approvazione da parte del Senato del testo, che poi farà ritorno alla Camera il prossimo 28 settembre. Dal premio di maggioranza alla coalizione che ottiene almeno il 42%, fino alle preferenze: ecco quali sono i nodi chiave.

Una delle principali novità introdotte durante l'esame a Palazzo Madama è la previsione di un meccanismo di preferenze, inserito dopo che a Montecitorio era stato bocciato, con voto segreto, il relativo emendamento presentato da Fratelli d'Italia. Il nuovo sistema elettorale è un proporzionale puro, ma prevede una soglia per il premio di maggioranza al 42% dei consensi in entrambe le Camere. Questo premio si traduce in 70 deputati e 35 senatori in più, con un tetto massimo fissato comunque a 220 deputati e 113 senatori. All'atto del deposito di simbolo e programma, i partiti dovranno indicare il candidato presidente del Consiglio che proporranno per la nomina al Capo dello Stato.

Come funzionano le preferenze

Dopo la bocciatura alla Camera, il centrodestra è riuscito a trovare un accordo per introdurre le preferenze: restano i capilista bloccati, seguiti da una lista di sei nomi tra i quali l'elettore potrà indicare fino a tre scelte. Un sistema che favorirà l'elezione dei candidati scelti nelle urne soprattutto all'interno dei partiti più grandi. L’alternanza di genere uomo-donna scatterà a partire dal secondo nome in lista, mentre andrà rispettata la quota 60-40 nel listone bloccato relativo agli eletti con il premio di maggioranza.

Soglie e ripescaggi

La soglia di sbarramento per entrare in Parlamento è fissata al 3%, ma all'interno di una coalizione che supera il 10% complessivo, se nessun partito alleato raggiunge la soglia minima, viene ripescato il cosiddetto "miglior perdente". Inoltre, grazie a una modifica approvata al Senato, tutti i partiti contribuiscono alla somma dei voti della coalizione, qualunque sia la percentuale raggiunta, anche se per l'effettiva attribuzione dei seggi continueranno a valere le soglie di sbarramento.

Le firme per le liste

Per presentare le liste dovranno essere raccolte 6mila firme per ogni collegio plurinominale, con una deroga per le forze politiche che avevano un Gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere all’inizio della legislatura o, comunque, entro il 31 dicembre 2025. Il testo riduce poi le circoscrizioni per l'elezione dei rappresentanti degli italiani all'estero, prevedendone due per i deputati e una per i senatori.

Fuori sede e caregiver

Infine, viene disciplinato il voto dei "fuori sede", ovvero i cittadini temporaneamente domiciliati in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale per motivi di studio, lavoro o salute, in occasione di elezioni politiche, europee e referendum. La norma si applica anche ai caregiver familiari che assistono una persona con grave disabilità o non autosufficiente. Per entrambe le categorie vengono definite, in particolare, le modalità di presentazione e di eventuale revoca dell’istanza, nonché le procedure per il rilascio dell’attestazione di ammissione al voto.