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Pride, Basso non dà il patrocinio: «Io, sindaco gay dico no perché così è una carnevalata»


PORDENONE - Il patrocinio concesso dal Comune di Udine al Gay Pride in programma sabato accende lo scontro politico anche a Pordenone, dove il tema dei diritti e del ruolo delle istituzioni chiama in causa direttamente il sindaco Alessandro Basso. Sposato con un uomo, anche lui sindaco (Loris Bazzo di Carlino) il primo cittadino pordenonese (FdI) ha sempre mantenuto una posizione contraria a manifestazioni di questo tipo, escludendo anche l'ipotesi di un patrocinio comunale. Una linea ribadita fin dalla sua prima intervista, quando alla domanda se avrebbe voluto un Gay Pride a Pordenone rispose: «No. O perlomeno sicuramente non con il patrocinio del Comune che amministro». E aggiunse: «Non è con queste manifestazioni che si percorre la strada dei diritti. Non è con le carnevalate che migliorano le cose». Parole che oggi tornano al centro del confronto, nel mirino degli oppositori politici la contraddizione che i suoi critici gli contestano: quella di usufruire oggi di diritti conquistati anche grazie alle battaglie di chi è sceso in piazza, senza riconoscere valore alle manifestazioni che continuano a rivendicarli e a difenderli.

Patrocinio negato, scatta la polemica

Una bandiera della pace, le fotografie dei sindaci del comune di Pordenone e Carlino che a giugno si sono uniti civilmente con il messaggio "Diritti per tutti o solo per alcuni? Le contraddizioni del sindaco Basso", firmato "Il Bene comune" la lista civica d'opposizione a Pordenone. Il gruppo di opposizione con esponenti in consiglio comunale afferma: «Pochi mesi fa abbiamo fatto i nostri più sinceri auguri al sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, per la sua unione civile. Un passo bellissimo, possibile grazie a decenni di lotte per i diritti LGBTQIA+. Oggi, però, ci troviamo davanti a una forte contraddizione. Leggiamo con rammarico che l'amministrazione Basso nega patrocini a iniziative sui diritti e si oppone al sostegno concesso dal sindaco di Udine al Pride locale».

La contrarietà del sindaco al Pride

Ieri in serata sono partite le telefonate agli uffici comunali per capire cosa potesse essere accaduto e non risulta pervenuta alcuna richiesta di patrocinio. Nessuna istruttoria che a Basso di certo non sarebbe sfuggita. Di sicuro, il primo cittadino di Pordenone in continuità con il predecessore Alessandro Ciriani non ha mai nascosto la personale contrarietà ai Gay pride, una forma eccentrica di protesta di piazza. A suo parere si può chiedere il rispetto dei diritti anche presentandosi casual o in giacca e cravatta senza destare più scandalo. «Pordenone ha dato dimostrazione di essere avanti sul tema dei diritti come sempre con i fatti e mai con gli slogan ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso Non è pervenuta alcuna richiesta di patrocinio, quindi, non mi sono confrontato con la giunta, ma il parere rimane il medesimo degli anni passati, con un orientamento a non prestarci (e nel mio caso nemmeno prestarmi) a una provocazione e, quindi, non è mia intenzione proporre all'amministrazione un cambio di rotta». Il Bene Comune riflette: «Ci chiediamo: come si concilia la celebrazione di una propria unione civile con posizioni politiche che ostacolano il pieno riconoscimento di quegli stessi diritti per la comunità? Chiediamo coerenza e un impegno vero per una Pordenone inclusiva». Secondo la lista civica «non si può celebrare l'amore in privato e ostacolarne il riconoscimento pubblico». Il sindaco Alessandro Basso ha risposto a tono: «Vi pare che Pordenone non abbia dato ampia dimostrazione di essere avanti sul tema dei diritti?». A giugno ci fu il matrimonio civile tra due sindaci è avvenuto proprio tra due uomini e due amministratori di destra, Fratelli d'Italia e Lega, in modo sobrio, senza eccessi, il contrario dell'eccesso dei Gay Prade.