okayduckyachtclub.xyz

Prigionieri in guerra. Il Prefetto consegna trenta onorificenze. La storia di Marconi


  1. Home
  2. Ancona
  3. Cronaca
  4. Prigionieri in guerra. Il Prefetto consegna trenta onorificenze. La storia di Marconi

Ha trattenuto la commozione, senza nascondere però l’emozione Claudio Marconi, già collega giornalista della redazione del Carlino di Ancona, che...

Ha trattenuto la commozione, senza nascondere però l’emozione Claudio Marconi, già collega giornalista della redazione del Carlino di Ancona, che...

Ha trattenuto la commozione, senza nascondere però l’emozione Claudio Marconi, già collega giornalista della redazione del Carlino di Ancona, che...

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

Ha trattenuto la commozione, senza nascondere però l’emozione Claudio Marconi, già collega giornalista della redazione del Carlino di Ancona, che ieri mattina ha ritirato la Medaglia d’Onore alla memoria di suo nonno Ortensio. Medaglie che sono state consegnate dal prefetto di Ancona Maurizio Valiante, come omaggio al ricordo di trenta cittadini della provincia dorica che sopravvissero alla prigionia durante la Seconda guerra mondiale.

Tra loro anche Ortensio Luigi Marconi, classe 1923. Un giovane marinaio originario di Sappanico che, dall’Arsenale di Venezia, il 9 settembre 1943 fu catapultato nel cuore della Germania. Precisamente, nello Stalag IXC, a Bad Sulza, nella Turingia. In quella che sarebbe diventata la Germania dell’Est e dalla quale fece ritorno solo dopo 23 mesi, nell’agosto 1945.

A Palazzo di Governo, dunque, le onorificenze ai trenta anconetani. Compreso Ortensio Marconi, la cui Medaglia d’Onore è stata ritirata dal nipote Claudio. Come probabilmente "nonno Marcò" avrebbe gradito: "Un’emozione incredibile, non so come abbia fatto a trattenere le lacrime – dice Claudio –. Con mio nonno avevo un rapporto simbiotico, mi ha trasmesso valori e passioni come quella per l’Ancona. Questa medaglia è la dimostrazione materiale di quanto straordinario fosse l’uomo Luigi, perché per me era nonno Luigi".

Tra i trenta insigniti figurano Gaetano Amadio, Chino Carbini, Leonardo Chiarucci, Eldo Cingolani, Sabino Di Venere, Enrico Duca, Antonio Fava, Vito Favia, Dino Federici, Luigi Ferretti, Giuseppe Gaetti, Alberto Giancarli, Angelo Marchetti, Roberto Mentrasti, Emilio Morbidoni, Irino Morsucci, Antonio Neri, Arduino Orazi, Giovanni Orciari, Enrico Palazzini, Domenico Palmolella, Nello Petrini, Pierino Pierini, Marino Pretini, Biagio Roberti, Giuseppe Spurio, Nazzareno Termentini, Fortunato Valentini e Mario Vescovi.

© Riproduzione riservata