okayduckyachtclub.xyz

Primo giorno di scuola per i bambini della famiglia nel bosco - Notizie - Ansa.it


Primo giorno di scuola per i bambini della famiglia nel bosco, accompagnati in auto da due persone, tra cui la maestra che da gennaio ha fatto loro lezione nella struttura protetta di Vasto. I bambini sono stati fatti entrare da una porta secondaria per evitare il contatto con i giornalisti appostati nei pressi dell'istituto scolastico pubblico. Finora i minori avevano seguito il percorso di homeschooling.

Video Famiglia del bosco, il primo giorno di scuola per i bambini

Ieri, a causa della massiccia presenza dei mass media, era stato annullato l'incontro nella nuova casa di Palmoli tra i bambini e i genitori: il sindaco Masciulli aveva fatto allontanare i giornalisti, ma gli assistenti sociali hanno comunque deciso che non ci fossero le adeguate "condizioni di sicurezza" per i minori, spostando l'incontro nella solita località protetta. 

Famiglia nel bosco, Pillon: 'Ieri stop per la stampa, oggi no'. L'avvocato contesta il rinvio dell'incontro con i genitori nella nuova casa a Palmoli

"Ci si chiede come mai la presenza della stampa sia stata usata ieri dal Servizio sociale per annullare il rientro a casa dei piccoli, mentre il loro ingresso a scuola oggi, a parità di condizioni, non è stato annullato?". A sollevare la questione è Simone Pillon, avvocato della famiglia nel bosco, dopo che questa mattina i tre figli di Nathan e Catherine, la coppia anglo-australiana cui il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale lo scorso novembre, sono stati accompagnati a scuola nonostante la presenza di giornalisti. Il riferimento è a quanto accaduto ieri pomeriggio, quando è stato rinviato all'ultimo momento l'incontro previsto tra i bambini e i genitori nella nuova casa di Palmoli, messa a disposizione dal Comune. La coppia aveva portato con sé anche i due cani, Spirit e Sophie, ma ai bambini non è stato consentito entrare nell'abitazione.

Secondo il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, due assistenti sociali avevano verificato che non ci fossero le necessarie condizioni di sicurezza e privacy, anche per la presenza di giornalisti e troupe televisive. Il primo cittadino aveva quindi invitato i cronisti ad allontanarsi. Anche Catherine aveva chiesto alla stampa, alla presenza dei carabinieri, di lasciare la zona, ottenendo quanto richiesto. Masciulli aveva inoltre realizzato un report fotografico per documentare l'assenza di curiosi e giornalisti. Nonostante questo, l'incontro è stato spostato in un luogo protetto, "il solito", sottolinea Pillon. Il sindaco ha definito "incredibile" quanto accaduto, sottolineando l'attesa dei tre bambini di rivedere i loro animali e conoscere la nuova casa. Questa mattina, invece, i bambini sono entrati e usciti da un ingresso secondario della scuola; i genitori non hanno potuto essere presenti.

Servizi sociali: 'I bimbi del bosco non siano sottoposti a spettacolarizzazione. L'unica possibilità per garantire riservatezza è non dare informazioni alla stampa'

"L'equipe di questo Servizio Sociale ha il dovere di garantire che i bimbi non siano sottoposti a spettacolarizzazione mediatica. Giornalisti e Tv erano pronti a mandare in onda le immagini di un incontro che rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di ricongiungimento". Così il Servizio sociale dell'Ambito Sociale Alto Vastese Ecad 14 spiega quanto accaduto ieri a Palmoli dove è saltato l'incontro tra figli e genitori della famiglia del bosco nella casa del Comune. "Unica possibilità di garantire la dovuta riservatezza è non fornire informazioni alla stampa e non rendere note le date degli incontri" scrivono in una nota.

Nella nota indirizzata all'avvocato Simone Pillon, che rappresenta la 'famiglia nel bosco', e alla tutrice dei bambini nominata dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, Maria Luisa Palladino, si ricorda che il Servizio sociale "ha comunicato alla famiglia, per mezzo del loro legale, che l'incontro non avrebbe avuto luogo in caso di presenza dei giornalisti". Secondo il Servizio sociale i bambini "di lì a poco si sarebbero nuovamente trovati in tutti programmi televisivi, immortalati e videoripresi in quello che per antonomasia è un 'incontro protetto' ". "L'allontanamento temporaneo dei giornalisti dall'area - spiega ancora il Servizio sociale nella nota a Pillon e Palladino, firmata da 'l'équipe educativa' - non poteva essere motivo sufficiente di garanzia, potendo gli stessi riavvicinarsi in prossimità dell'abitazione in ogni momento, essendo presumibilmente rimasti poco distanti".

Cantelmi: 'Servizi sociali inadeguati. Decisione unilaterale e sconcertante, i bimbi tornino a casa'

"Riflettendo sul pasticcio di ieri, nonostante l'eccezionale sforzo organizzativo, sono costretto ad ammettere l'inadeguatezza del servizio sociale, al quale ho sempre riconosciuto la buona fede". Così lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia nel bosco, all'indomani del rinvio dell'incontro previsto tra i bambini e i genitori nella nuova casa di Palmoli, deciso dai servizi sociali per l'assenza delle condizioni di "sicurezza e privacy".

"Basta criminalizzare questi genitori. Non è certo colpa loro se l'incontro non è avvenuto ieri", afferma Cantelmi, secondo cui si è trattato di "una decisione unilaterale e per noi discutibile e sconcertante del servizio sociale". Lo specialista contesta anche l'ipotesi che il rinvio sia stato determinato dal comportamento della famiglia e chiede di "ristabilire la verità". Secondo Cantelmi, il servizio sociale era stato informato venerdì, tramite Pec, della possibile presenza di giornalisti nei pressi dell'abitazione. "A queste Pec è seguito un silenzio glaciale", sostiene. La famiglia avrebbe quindi rivolto appelli ai giornalisti e, successivamente, il sindaco avrebbe fatto sgomberare l'area. Nonostante l'assenza dei giornalisti, prosegue Cantelmi, il rientro sarebbe stato comunque considerato rischioso per il clamore mediatico. I bambini, dopo circa 40 minuti di viaggio e 30 minuti di attesa in auto, sarebbero stati accompagnati in un altro luogo per un breve incontro con i genitori e poi riportati a Vasto.

"Tre ore e mezzo di odissea - commenta lo psichiatra, secondo cui "il caos, il traumatismo, la delusione e l'incomprensibilità di quanto avvenuto" potrebbero aver avuto un impatto sui bambini maggiore del rischio paventato. "Questi bambini hanno bisogno dell'amore dei loro genitori", conclude Cantelmi, auspicando che non si verifichino altri "pasticci" e che venga messo "al primo posto il vero benessere dei bambini: ritornare a casa".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA