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Pronti per una crociera ma spara a moglie e figlio e poi si toglie la vita, in Liguria nuova strage in famiglia


Tra pochi giorni sarebbero partiti per una crociera. Paola amava viaggiare: «Sto pensando che avrei bisogno di una bella vacanza in un luogo molto lontano insieme alla mia famiglia. Ho solo bellissimi ricordi di viaggi meravigliosi che spero un giorno di poter replicare. Ma quando?», la sua speranza condivisa sui social. Un’apparenza di serenità che svaniva quando si chiudevano le porte della casa di via dei Forti di Legnino, sulla collina vista mare di Finale Ligure nel savonese.

È qui che ieri mattina, attorno alle 12.30, sono stati trovati i corpi di Daniele Baruzzo, 59 anni, della moglie sessantenne Paola Siri e del loro figlio Mattia, 15 anni. Un duplice omicidio e un suicidio, dicono i primi rilievi: Baruzzo ha ucciso Paola e Mattia con un colpo di pistola, poi con la stessa arma si è tolto la vita. Il gesto terribile e disperato di un uomo sopraffatto dall’ansia e da problemi familiari che, nella sua testa, erano diventati ostacoli insormontabili. Tanto da indurlo a credere che l’unica soluzione fosse la morte.

Pronti per una crociera ma spara a moglie e figlio e poi si toglie la vita

Baruzzo ha lasciato una lettera, nella quale racconta la sua angoscia e prova a dare una spiegazione a ciò che ha fatto. Gli amici sono desolati, sapevano delle sue difficoltà ma non immaginavano l’abisso nel quale era precipitato. «Daniele era un uomo a cui la vita non aveva regalato molto», dicono. Lavorava alla Engineering Bitron, azienda di automotive, dove si occupava di programmazione e investimenti, la moglie era una architetta conosciuta in città, il figlio studiava al liceo e giocava a calcio nella squadra giovanile locale.

L’esistenza di Baruzzo era dedicata al lavoro e alla famiglia, ma negli anni la serenità era scomparsa: la lunga malattia dei genitori, che ha accudito fino alla loro scomparsa, una presunta depressione di cui avrebbe patito la moglie, una gestione quotidiana complicata della quale si faceva carico. Sempre presente, accanto al figlio negli impegni scolastici e nella società di calcio partecipando alle riunioni. «Eppure mai una lamentala, mai una richiesta di aiuto», raccontano gli amici. Soffocava la sua angoscia, fino a che giovedì notte l’ha riversata su Paola, Mattia e contro se stesso.

In possesso di un porto d’armi, si esercitava al poligono e aveva una pistola regolarmente denunciata, l’ha impugnata e ha ucciso moglie e figlio nel sonno. Nessuno ha sentito gli spari, i dirimpettai sono persone anziane che non si sono accorte di nulla e le altre abitazioni sono case di vacanza ora per la maggior parte vuote.

A dare l’allarme è stato un responsabile dell’azienda, preoccupato perché Baruzzo non si è presentato al lavoro e non ha informato della sua assenza. Sul posto sono arrivati carabinieri della compagnia di Albenga, i vigili del fuoco, due ambulanze e l’automedica inviata dal 118, entrati nell’abitazione i soccorritori si sono trovati di fronte alla strage.

La squadra di calcio

Davanti a casa si sono radunati gli abitanti della zona, i tanti conoscenti della coppia, i compagni di scuola di Mattia e gli amici della squadra di calcio. «Siamo affranti, increduli e profondamente addolorati di fronte a quanto accaduto. In questo momento così drammatico, ogni parola sembra insufficiente per esprimere il dolore che proviamo», scrivono il presidente del Finale Candido Cappa e il responsabile del Settore giovanile Pier Paolo Gallea. È dramma, affermano, «che ha spezzato la vita di un nostro giovane atleta e ha colpito profondamente tutta la nostra comunità. Ci stringiamo con affetto e commozione ai suoi parenti, ai suoi amici, ai compagni di squadra e a tutte le persone che gli hanno voluto bene, condividendo il dolore immenso per una perdita che lascia tutti sgomenti».

Fino a domenica gli atleti non scenderanno in campo, partite e allenamenti sono sospesi. «Ricorderemo il nostro giovane atleta per la sua presenza nel gruppo, per i momenti condivisi e per il legame costruito con i compagni e con tutta la società. Il suo ricordo resterà custodito nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di accompagnarlo, anche solo per un tratto, nel suo percorso di crescita». Il calcio giovanile, riflettono i responsabili della squadra, «è comunità, amicizia, crescita e condivisione. Per questo oggi sentiamo ancora più forte il dovere di stringerci tutti insieme, come una grande famiglia sportiva, nel silenzio e nel rispetto del dolore. Ciao piccolo campione. Il tuo sorriso, il tuo impegno e il ricordo dei momenti vissuti insieme rimarranno per sempre parte della storia del Finale FBC e del cuore di chi ti ha conosciuto».

Il sindaco di Finale, Angelo Berlangieri, annuncia che «il giorno dei funerali delle vittime di questa incommensurabile tragedia verrà proclamato il lutto cittadino».

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