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Protesta bosco Ospizio, la Digos intima agli attivisti di lasciare liberi gli accessi all'area verde


Reggio Emilia, 15 agosto 2026 – Sta continuando anche oggi, ma con modalità diverse, la protesta degli attivisti che si oppongono alla costruzione di un nuovo supermercato Conad e di una palazzina con servizi pubblici nell'area verde sulla via Emilia nel quartiere Ospizio. La Digos ha infatti comunicato all'Assemblea permanente per il bosco Ospizio - organizzatrice del sit-in iniziato il 3 agosto - che d'ora in poi non sono più presidiabili le zone che finora sono state occupate dai manifestanti. Da oggi, secondo le nuove indicazioni arrivate dalla questura, gli attivisti non possono più occupare due spazi: né la pista ciclabile - su suolo di proprietà del Conad Centro Nord  - che porta al parco Campo di Marte 2, né l'ingresso all'area verde che si troga in via Primo maggio.

Nuove disposizioni dalla questura per gli ambientalisti 

Gli ecologisti avevano chiesto e ottenuto proroghe tramite silenzio- assenso fino al 17 agosto, e nel frattempo avevano domandato alla questura di continuare a stazionare sino alla fine del mese, ma ora sono arrivate nuove disposizioni dalla questura: non si tratta di un no alla possibilità di manifestare liberamente, ma di un'indicazione a farlo in luoghi diversi da quelli attuali e in modo da non occupare le aree private di Conad (la pista ciclabile) e da non impedire l'accesso al "bosco Ospizio'.

È una prescrizione arrivata dalle istituzioni dopo l'istanza presentata da Conad Centro Nord: la cooperativa di consumo aveva infatti chiesto la scorsa settimana alla Prefettura di attivarsi attraverso gli uffici preposti perché la protesta nella loro area privata fosse sospesa oppure continuasse ma in forme compatibili con l'avvio dei lavori nell'area verde.

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Gli attivisti che stanno protestando a Bosco Ospizio

Identificati i manifestanti

Il colosso della grande distribuzione aveva anche depositato il 3 agosto una querela in Procura contro ignoti, poche ore dopo l'inizio della manifestazione scattata nel giorno stesso in cui era previsto l'avvio dei lavori. Nella querela vengono ravvisati due reati: violenza privata (per aver impedito l'inizio delle operazioni preparatorie al cantiere) e occupazione di suolo privato (l'area su cui stazionavano è stata acquistata da Conad). Nel frattempo la Digos ha proceduto alle identificazioni di alcuni manifestanti.

Il presidio degli attivisti si è spostato

Oggi il presidio degli ecologisti a favore del mantenimento del verde sta continuando, ma si è spostato nell'area alberata pubblica all'ingresso del parco Campo di Marte 2, dove si tengono le attività creative già previste dagli organizzatori nel programma di "Ferrabosco". La nuova prescrizione della questura spiana la strada all'avvio delle attività preparatorie al cantiere per realizzare il piano urbanistico, anche se appare molto improbabile che i lavori possano iniziare già lunedì.

L’ipotesi (remota) dell’inizio dei lavori per lunedì

In attesa di capire quando i mezzi di lavoro incaricati da Conad Centro Nord si ripresenteranno, dall'Assemblea permanente per il bosco Ospizio, ipotizzando un possibile avvio dei lavori lunedì, mettono le mani avanti, richiamando i sostenitori a continuare la protesta nelle zone consentite: nello specifico, "a fare un presidio lunedì mattina dall'alba, alle 5, nella zona in cui è stata autorizzata la manifestazione, sulla via Emilia tra l'ingresso del Busetti e quello della pista ciclabile". Ma, come detto, l'avvio delle operazioni preliminari al cantiere potrebbe non iniziare lunedì, ma più avanti.

Il progetto di riqualificazione e il ricorso al Tar

Va ricordato che il piano di riqualificazione urbanistica Ospizio prese avvio nel 2006, fu siglato nel 2015 tra il Comune e Conad Centro Nord e ha ottenuto i permessi per costruire tra l'anno scorso e il febbraio di quest'anno. Legambiente e altri cittadini hanno promosso un ricorso al Tar per chiedere di annullare gli atti che hanno autorizzato il progetto. I giudici amministrativi hanno rigettato il 21 luglio la richiesta di sospendere immediatamente I lavori, mentre il resto del ricorso resta da vagliare.

Lo scontro è diventato pubblico

Si è nel frattempo sollevato un dibattito pubblico che ha visto intervenire membri della giunta, partiti, docenti universitari, esponenti dell'associazionismo e cittadini che hanno dato diverse letture e si sono scontrati sulle priorità da dare alla tutela ambientale, ai progetti per il nuovo volto del quartiere e ai diritti fin qui acquisiti da Conad.