Sony porta una delle tecnologie più interessanti di PS5 Pro anche sul modello standard. Si chiama Quick Spectral Super Resolution, o QSSR, ed è una nuova soluzione di upscaling basata sull’intelligenza artificiale progettata per migliorare la qualità dell’immagine senza richiedere la potenza computazionale della console più avanzata.
La tecnologia debutta con Ghost of Yōtei e Marvel’s Wolverine, che ricevono da oggi un aggiornamento con una nuova opzione grafica dedicata. Altri giochi seguiranno nei prossimi mesi.
Su PS5 Pro Sony utilizza il PlayStation Spectral Super Resolution (PSSR), un sistema che consente di ricostruire immagini ad alta risoluzione partendo da una risoluzione interna inferiore.
Il principio è quello ormai diffuso tra le moderne tecniche di upscaling: la GPU può elaborare la scena utilizzando meno pixel, riducendo il carico computazionale, mentre un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale si occupa di ricostruire l’immagine finale cercando di conservarne dettagli, nitidezza e stabilità.
Le risorse risparmiate possono quindi essere impiegate per aumentare il frame rate, migliorare gli effetti grafici oppure trovare un compromesso più efficace tra qualità visiva e prestazioni.
Portare direttamente PSSR sulla PS5 standard, tuttavia, non era possibile. Secondo quanto spiegato da Sony sul PlayStation Blog, la rete neurale utilizzata dalla tecnologia di PS5 Pro richiede una quantità di calcoli troppo elevata per l’hardware del modello base. Da questa necessità nasce QSSR.
PlayStation announced AI upscaling is coming to base PS5 with new “QSSR” (Quick Spectral Super Resolution)
– New performance tier of AI upscaling
– Born from Project Amethyst
– QSSR provides notable improvements to image detail and stability on PS5
– PSSR remains the gold… pic.twitter.com/u8flm60W8Z— Genki✨ (@Genki_JPN) October 1, 2026
Quick Spectral Super Resolution è stato progettato per offrire parte dei vantaggi dell’upscaling con IA anche sull’hardware originale di PS5. Sony ha lavorato insieme ad AMD alla realizzazione di una rete neurale meno complessa e più rapida, accompagnata da un’implementazione ottimizzata specificamente per l’architettura della console.
L’obiettivo è ridurre sensibilmente il costo computazionale dell’elaborazione mantenendo allo stesso tempo benefici visibili sul fronte della definizione dell’immagine, della stabilità temporale e della resa dei dettagli più fini.
PSSR continuerà quindi a rappresentare la soluzione più sofisticata destinata a PS5 Pro, mentre QSSR punta a diventare un’alternativa più leggera per la vasta base installata della console standard.
I primi due giochi compatibili con QSSR sono Marvel’s Wolverine, sviluppato da Insomniac Games, e Ghost of Yōtei di Sucker Punch. Entrambi introducono la tecnologia attraverso un aggiornamento e mettono a disposizione dei giocatori una nuova modalità grafica.
Mike Fitzgerald di Insomniac Games ha spiegato che QSSR consente di ottenere una maggiore chiarezza dell’immagine e una migliore stabilità a livello di pixel, con benefici particolarmente evidenti negli scenari più complessi e ricchi di dettagli, come le ambientazioni di Madripoor e Shinjuku presenti in Marvel’s Wolverine.
Secondo lo sviluppatore, la tecnologia permette agli utenti della PS5 standard di avvicinarsi almeno in parte alla qualità visiva garantita dalla versione Pro della console.
Anche Sucker Punch sottolinea i progressi ottenuti. Jasmin Patry ha evidenziato in particolare il miglioramento della nitidezza e della stabilità temporale, due aspetti che dovrebbero rendere più puliti tanto gli elementi ambientali quanto i dettagli più minuti dei personaggi.
Il debutto con Ghost of Yōtei e Marvel’s Wolverine rappresenta soltanto il primo passo. Sony ha confermato che QSSR sarà messo a disposizione degli studi PlayStation, aprendo così la strada all’integrazione della tecnologia in altri titoli presenti e futuri.
Per PS5 si tratta di un aggiornamento potenzialmente importante soprattutto in prospettiva. Con l’aumento della complessità grafica dei nuovi giochi, una tecnologia capace di ricostruire immagini di qualità partendo da risoluzioni interne più contenute può infatti offrire agli sviluppatori un margine aggiuntivo per preservare prestazioni e qualità visiva.