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Qualità delle acque a Salerno: Costiere promosse oltre ai soliti divieti


L’estate volge al termine senza scossoni ma con le consuete ombre a macchia di leopardo lungo i punti critici dell’infrastruttura fluviale della provincia. È la fotografia scattata dall’Arpac nell’ultimo report sulla qualità delle acque campane relativo al mese di agosto. Un lavoro capillare che ha visto i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale impegnati nel monitoraggio continuo di oltre 400 chilometri di costa e 328 aree di balneazione ben delimitate. Il bilancio complessivo descrive una tenuta sostanziale dell’ecosistema marino salernitano, confermando standard di assoluta eccellenza nella maggior parte dei tratti monitorati, sebbene non manchino stop precauzionali dell’ultima ora e criticità strutturali mai del tutto risolte.

I parametri

Il sistema di sorveglianza dell’Arpac risponde a precise direttive comunitarie e nazionali, finalizzate a tutelare la salute pubblica attraverso controlli cadenzati con cadenza mensile per l’intero arco della stagione balneare. Al centro delle verifiche di laboratorio ci sono due specifici parametri batteriologici, considerati veri e propri indicatori spia di eventuale contaminazione organica di origine fecale: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Nel complesso, la situazione nel mare salernitano si mantiene stabile e sostanzialmente positiva, rispecchiando i trend già evidenziati nei mesi precedenti. Le frequenti segnalazioni pervenute nel corso delle settimane centrali d’agosto da parte di bagnanti e turisti — relative a chiazze galleggianti, presenza di mucillagini o improvvisi viraggi cromatici dell’acqua — vengono riassorbite nell’alveo dei fenomeni naturali. Come precisato dagli esperti, si tratta di manifestazioni fisiche collegate all’innalzamento delle temperature superficiali del mare e alla conseguente proliferazione fitoplanctonica, del tutto prive di carica inquinante o tossicità.

Off limits

La vera spina nel fianco della costa provinciale rimane legata alle foci dei fiumi. Rimangono così immutati i divieti atavici che pesano su specifici settori litoranei: la foce Est del fiume Irno a Salerno, il tratto in cui il torrente Picentino incontra il mare a Pontecagnano e la zona antistante il lido Spineta nel comune di Battipaglia. La nota stonata dell’ultimo rilevamento di fine agosto giunge invece da Agropoli. L’Arpac ha infatti disposto l’interdizione temporanea alla balneazione per la caratteristica spiaggetta della Marina, perno geografico posizionato proprio a ridosso del bacino portuale.

Gli esami di laboratorio hanno evidenziato uno sforamento dei parametri microbiologici determinanti. Trattandosi di un’area limitrofa alle infrastrutture portuali, il fenomeno potrebbe essere legato a uno sversamento occasionale o a uno scarico temporaneo in concomitanza con il picco di presenze turistiche. L’amministrazione locale e gli operatori confidano tuttavia in un rapido rientro dei valori nei limiti di legge con i campionamenti suppletivi già programmati. Da un punto di vista dell’impatto sulla fruizione turistica, l’interdizione incide in misura assai contenuta: la spiaggetta risulta infatti già da tempo scarsamente frequentata dai bagnanti a causa dell’ingente accumulo di posidonia spiaggiata, che occupa gran parte dell’arenile limitandone l’accessibilità.

Zone top

Se si esclude il caso isolato della Marina agropolese, l’intero comparto cilentano ribadisce la sua vocazione di eccellenza ambientale. Da Castellabate fino all’estremo lembo meridionale di Sapri, passando per Acciaroli, Marina di Camerota e Palinuro, le acque trasparenti del Cilento ottengono la classificazione massima prevista dai protocolli regionali. Riscontri pienamente positivi si registrano anche sul litorale di Eboli, il cui mare figura ovunque nella fascia di valutazione eccellente, a testimonianza della tenuta del sistema di depurazione costiero. Quadranti ampiamente rassicuranti giungono anche dalla Costiera Amalfitana. Tra insenature scoscese e borghi a picco sul mare, l’acqua si conferma pulita e idonea alla balneazione in tutti i punti di prelievo. Uniche aree dove la qualità scende di un gradino sotto il massimo della valutazione sono la Spiaggia Le Sirene nel comune di Amalfi e il tratto denominato Maiori 1. Il piano straordinario di monitoraggio dell’Arpac proseguirà anche a settembre quando si concluderà, almeno ufficialmente la stagione balneare. I rilevamenti riprenderanno in primavera.