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«Quando la città conobbe la parola “democrazia”»  - L'Unione Sarda.it


Carbonia.

16 settembre 2026 alle 00:48

La democrazia arriva a Carbonia il 31 marzo 1946. Le prime elezioni comunali della città data nel 1938 anticiparono di circa due mesi le elezioni dell’Assemblea costituente e il referendum del 2 giugno. Sino a quel giorno i cittadini e le cittadine del centro voluto e inaugurato da Benito Mussolini il 18 dicembre 1938, non si erano mai potuti recare alle urne. Questo è stato il tema principale dell’assemblea svoltasi lunedì sera in aula consiliare, fortemente voluta dalla fondazione Berlinguer e dal suo presidente Tore Cherchi. Un incontro che ha permesso di presentare il frutto di una ricerca di documenti e testimonianze su un tema di cui esiste, ad oggi, pochissima bibliografia.

È stato proprio Cherchi, dopo i saluti e una presentazione del tema del sindaco Pietro Morittu, a ricordare alcuni dati di quelle elezioni: «Si presentarono tre liste, ciascuna con 40 candidati: una formata da Democrazia Cristiana, liberali e indipendenti con capolista Alessandro Garofano, che elesse 10 consiglieri; una del Partito sardo d’azione con capolista Giorgio Carta che elesse 6 consiglieri; la terza, la Lista del Popolo, formata dal Pci e dal Psiup con capolista Renzo Laconi e che elesse 24 consiglieri». Continuando nel suo racconto Tore Cherchi ha ricordato che «vennero elette due donne, Sandra Cardia per il Psd’Az e Rosa Dessì per la lista del Popolo e nella seduta di Consiglio del 7 aprile, venne eletto il primo sindaco, Renato Mistroni”. Proprio suo figlio Luigi, presente in sala, ha ricordato: «Babbo aveva solo un imperativo: tutti dovevano vivere una vita dignitosa in libertà». Un altro dato, riportato dall’archivista della sezione di storia locale del comune di Carbonia, Maria Giovanna Musa è che «il 67,4% dei candidati erano lavoratori di miniera, buona parte amministrativi ma anche diversi minatori”. Tanti gli interventi che si sono succeduti, tra cui dell’ex sindaco Antonangelo Casula, del direttore dell’Umanitaria di Carbonia Moreno Pilloni, dello studioso Mauro Pistis e dell’esponente dell’associazione amici della Miniera Mario Zara. Il primo cittadino in carica ha ricordato come “molto dell’oggi è figlio di quella data, ricordarla serve a ricordare il ruolo odierno della democrazia e della gestione della cosa pubblica”. Antonangelo Casula si è cimentato nel racconto dei primi anni della città come quando ad esempio “le casse comunali erano finanziate esclusivamente da fondi statali e la quasi totalità di esse bastava a malapena a pagare le spese amministrative”. Mario Zara ha concentrato l’attenzione su un problema: “negli anni abbiamo perso una grossa occasione: quello di conservare la memoria dei primi anni di una città così giovane. Oggi dobbiamo lavorare, come molti stanno già facendo, a curare al meglio il mantenimento della nostra storia comune”.

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