Cara Ester,
eccomi, ci sono anche io. Quasi quarant’anni in piena crisi (d’età, matrimoniale… non lo so). Quest’anno ho già tradito, con mia sorpresa. Un amore arrivato dal passato, che aspettava di essere consumato e così è stato. Corpo, passione, sesso. Stop.

E poi arriva lui, anzi ritorna, anche lui dal passato. Ci seguiamo sui social, amici in comune, stessi giri, ma sono un paio di anni che non ci vediamo di persona. In passato lui mi ha sempre manifestato il suo interesse, io ho sempre frenato. Perché quando ci siamo conosciuti io ero all’inizio della frequentazione con quello che poi è diventato mio marito e quindi non volevo incasinarmi. Perché ho scoperto che lui era fidanzato, poi sposato, poi padre. Perché ho sempre saputo che per me lui è corpo e mente. La mente, quello è il problema. La mente prende l’anima, crea connessioni, romanticismo e speranze.
E questa volta è diverso, questa volta io sono in crisi. So che vedendolo capitolerò. Lui mi ha cercato, ma questa volta lui si è aperto ancora di più. Parla di fughe romantiche, di abbracci e baci. Sembra di essere tornati al liceo. L’estate di mezzo, ci siamo dati appuntamento a luglio. Nel frattempo ci “spiamo” le storie su Instagram (ho detto che sembriamo due ragazzini!).
Ed ecco luglio. Io aspetto 2-3-4 giorni, lui è sempre online, spia sempre le mie storie, ma non mi contatta. Allora cedo. Lo contatto io, ci diamo appuntamento a giovedì, ma ci dobbiamo prima sentire domani. Io fremo, è quasi passata una settimana. Lui, oltre a continuare a sbirciare le storie Instagram, non ha fatto nulla in questa settimana. Sì lo so sta scrivendo un libro, è in ritardo con la consegna, iniziano i suoi nuovi corsi, ma io dove sono?
Intanto ho paura che domani non mi scriverà (io ho deciso che non lo contatterò, non di nuovo) e che non ci vedremo.
Forse così sarò salva.
V.
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Ester Viola
Cara V.
Facciamo un breve catalogo degli innamoramenti.
Lo sfracellamento nella forma più pura. È una parte impagabile e a suo modo miracolosa della vita: ti senti pronto a tutto, specialmente a morire di dolore, e infatti poi ci muori, perché si tratta di amori instabili per natura. Basta però un messaggio whatsapp che illumina metaforicamente la stanza di sole, e si ricomincia. Silenzi, felicità, ombre tetre, poi luce, il peggiore dei mondi possibili in successione velocissima col migliore. Serve moltissimo, un primo amore disperato, a quell’età, per capire che alla lunga non è possibile.
Cominci a cercare tra simili e compatibili, con controllo del patentino brava persona. Purtroppo anche col patentino brava persona la gente resta imprevedibile e questo è un bel problema, se cerchi lealtà prima di tutto.
In ogni caso, non sai quanto valga la pena di mettersi a giocare all’Anna Karenina tutta la vita e smetti. Poi però ci ricaschi, è troppo forte il richiamo del Mod. 1.
Siamo tutti tranquillamente amareggiati per vecchi trascorsi, ormai giunti molto soddisfatti all’età dei datteri e del realismo. Nichilismo ne abbiamo un po’ ma è spassoso, è nichilismo che non fa male. E così finalmente scegli gli amori per riflessione, quelli dove si è già fatti i pazzi prima, è l’era della ragione. I più fortunati saranno per sempre salvi dal canto delle sirena: guai mai invece, nelle secche della vita tranquilla, dovesse passare un Quidam qualsiasi del quale pensare «oddio! È diverso dagli altri! Più speciale! Grande amore» – e in quel caso catastrofe, si ritorna ancora al Mod. 1.
C’è un Dostoevskij che ho sempre trovato molto utile, sull’argomento «cosa volere dal futuro», V., magari piace anche a te: «Molto sperava, ma senza sapere in che cosa. Molto, troppo aspettandosi dalla vita, ma senza saper neanche lui definire nulla di preciso».