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"Quanto mi costa?", perché sta facendo discutere la proposta di legge contro le false promesse dei politici


Per capire subito di cosa stiamo parlando, del vizio antico quanto la politica di fare promesse che si sa di non poter mantenere per mancanza di fondi, facciamo subito due esempi storici. 

Nel 1928, prima di essere eletto presidente degli Usa, Herbert Hoover si rivolse agli elettori americani così:

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Vi prometto un pollo in ogni pentola e un'auto in ogni garage

Nel 1929 sarebbe arrivata la Grande Depressione.

In tempi molto più recenti, nel 2013, le cronache riportarono che tal Oscar Ferrari, candidato progressista al Senato nel collegio di Bolzano, arrivò a dire:

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Prometto tutto a tutti

E allora, senzadubbiamente aver bisogno nemmeno di ricordare Cetto Laqualunque di Antonio Albanese,

ha fatto bene Carlo Cottarelli, l'economista che è tornato a dirigere l'Osservatorio sui Conti Pubblici italiani dopo essersi dimesso dal Senato a meno di un anno dalla sua elezione tra le fila del Pd, a proporre una legge che obbliga tutti i politici a indicare il costo di tutto ciò che propongono?

Beh, a vedere il numero di firme e adesioni che sta riscuotendo la sua iniziativa, si direbbe proprio di sì.

Come dire: per i politici sarebbe ora di scendere sul pianeta Terra. Di cosa parlano, di grazia, quando promettono mari e monti?

La proposta di legge Cottarelli contro le false promesse dei politici

Poche chiacchiere, molti numeri. Per risolvere un problema non basta sbandierarlo. Bisognerebbe che la politica indicasse soluzioni concrete, cifre alla mano.

Non a caso l'iniziativa legislativa di Carlo Cottarelli, l'economista della Cattolica di Milano che tra il 2013 e il 2014 fu anche commissario alla Spending Review (per questo gli appiopparono il soprannome di "Mister Forbici"), si chiama "Quanto mi costa?".

Va bene sognare. Ma la politica è pur sempre la scienza del possibile. Soldi (dei contribuenti) alla mano.

E Cottarelli, quando, il 7 luglio scorso, insieme alla Fondazione Einaudi, ha lanciato la raccolta firme a sostegno del disegno di legge che presentò tre anni fa ma mai discusso dal Parlamento, l'ha spiegata così.

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Il disegno di legge renderebbe obbligatorio indicare nei programmi presentati dai partiti in occasione delle elezioni politiche non solo le misure che si propongono, ma anche come verrebbero finanziate

Stop, quindi, ai libri dei sogni.

Vannacci vuole la "remigrazione" (qualunque cosa significhi)? Deve dirci con quali soldi la vorrrebbe concretizzare.

Il Campo largo vuole continuare a far vivere gli italiani con bonus e sussidi? Deve chiarire dove pesca i danè

Il centrodestra vuole abbassare le tasse? Ricavando dove e come nuove risorse?

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Si tratta di un'iniziativa apartitica che punta a rendere più trasparenti le promesse elettorali e a consentire ai cittadini di valutarle con maggiore consapevolezza

ha messo ancora nero su bianco Cottarelli.

La petizione online

Carlo Cottarelli si è rimboccato le maniche rilanciando il suo disegno di legge proprio ora che la campagna elettorale per le politiche del 2027 ha iniziato a muovere i primi passi (vedi il caso Roggero).

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È online la petizione per richiedere ai partiti di indicare nei programmi elettorali non solo le misure proposte, ma anche quanto costeranno e come verranno finanziate, incluso un eventuale ricorso al deficit

ha avuto modo di specificare il professore della Cattolica non tralasciando di ricordare che il debito pubblico italiano è arrivato a quota 3.150 miliardi (ora vale il 137% del Pil) e che l'ultimo pareggio di bilancio, in Italia, lo si è festeggiato nel 1925.

E comunque: non è mai troppo tardi per invertire la rotta. 

Finalmente, il ddl Cottarelli è stato incardinato in Commissione Affari Costituzionali: se son rose, fioriranno prima del prossimo aprile, quando, con tutta probabilità, si andrà al voto.

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Senza dubbio, si tratta di un provvedimento scomodo per i politici. Ma questi ultimi si troverebbero in una posizione altrettanto scomoda anche se dovessero spiegare il motivo per cui non lo votano

ha fatto presente il suo promotore ricordando che ci sono dei Paesi in cui una legge simile è già in vigore: Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Australia, Canada...

Ora: tra i testimonial dell'iniziativa di Cottarelli, c'è anche il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, uno degli autori del bestseller "La casta". Ma, fosse ancora vivo Paolo Cirino Pomicino, il ministro del Tesoro dei tempi delle vacche grasse della Democrazia Cristiana, sarebbe contento anche lui.

Una volta, criticando il Superbonus 110%, la misura del Movimento Cinque Stelle che ci è costata qualcosa come 260 miliardi di euro e ha rischiato di mandare l'Italia in default, ebbe modo di augurarsi pubblicamente l'introduzione di un nuovo reato:

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Il 110 bis, insieme al 41

Beh, Cottarelli ci va più leggero.