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Quattro milioni per respirare  - L'Unione Sarda.it


Pratosardo.

01 ottobre 2026 alle 00:12

Impianto di compostaggio da rinnovare, dalla Regione arrivano i soldi 

Dalla Regione arrivano i soldi, 4 milioni e 200 mila euro per completare l’aggiornamento tecnologico (in un inglesismo: revamping) del centro di compostaggio, al centro da anni di una battaglia degli operatori che chiedono un’aria pulita dopo aver respirato miasmi per anni. A confermarlo il presidente del Cip, Carlo Cesaraccio ieri durante l’audizione in Comune davanti alla commissione Pratosardo convocata ieri dalla presidente Gabriella Boeddu. I soldi si aggiungeranno ai tre milioni e 800 mila euro già finanziati, necessari per completare l’intervento con l’acquisto di un lotto adiacente al centro di compostaggio dal Comune e dove realizzare una torre di lavaggio e un nuovo biofiltro, ma soprattutto porre il ciclo di lavorazione tutto al chiuso e in ambiente negativo. Gli imprenditori, chiedono di fare presto, e il Consorzio operatori protocolla un documento chiedendo, al Comune, di vincolare la cessione dell’area a precise garanzie misurabili a fine lavori.

Il progetto

«L’intervento porterà solo benefici, e maggiori garanzie sulle emissioni odorigene» ha detto Cesaraccio parlando dell’opera da 8 milioni di euro. Il primo, da 3,8 milioni è già partito con la progettazione, sull’altro si chiede un’accelerazione perché il consiglio comunale deve votare la cessione del lotto adiacente al Cip. È l’ingegnere del Cip Angelo Manca a spiegare le caratteristiche, dicendo che ogni fase del compost passerà al chiuso, nessun processo verrà fatto all’aperto e l’aria passerà tutta nel nuovo biofiltro. Ma a richiesta specifica del consigliere Francesco Guccini («le emissioni odorigene saranno abbattute del 90 per cento?»), il tecnico non si sbilancia. «Sfuggirà – dice – solo quello che non riguarda la nostra piattaforma, cioè i camion che arrivano a conferire. La quantità di compost trattato rimarrà 10 mila tonnellate».

I dubbi

«Vi prego fate presto, siamo anni che aspettiamo», ha detto l’imprenditore Salvatore Mereu. Anche per l’imprenditore Giuseppe Mastio «serve risolvere questo problema per un interesse comune». Gli operatori, col Cop guidato da Giampiero Pittorra e Peppe Mattu, chiedono «garanzia di abbattimento delle emissioni odorigene con limiti misurabili e verificabili. Monitoraggio indipendente, periodico e pubblico affidato ad Arpas o ente terzo accreditato. Revamping vincolato al mantenimento del trattamento aerobico e della capacità autorizzata attuale, senza aumenti». «Lì respiri e ti brucia la gola» attacca il consigliere Marco Zedde, «ci sarà una tecnologia per misurare gli odori?», Bastianella Buffoni e Pierluigi Saiu attaccano: «Prima di fare il progetto serve il certificato di destinazione urbanistica, ci sono vincoli e la scorsa autorizzazione è arrivata dopo i silenzi assenso di molti enti». Mario Carcassi pone il problema degli «usi civici» ma l’assessore all’urbanistica Pino Mercuri rassicura: «I vincoli sono quelli idrogeologici e della tomba dei giganti, ma non incidono su quel lotto».

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