L’idea è semplice, almeno sulla carta: permettere a registi e creator di decidere meglio come un film deve apparire sul televisore di casa, partendo dai contenuti distribuiti su Prime Video. La funzione si chiama Creator Original Picture Mode e punta a portare in salotto una resa visiva più fedele alle scelte creative. Un passo oltre il già noto Filmmaker Mode. La promessa è forte. Le incognite, però, restano.
La nuova funzione Creator Original Picture Mode è stata presentata da LG come una modalità immagine pensata per lo streaming. L’obiettivo è lasciare ai filmmaker più spazio nel definire l’aspetto finale dei contenuti. Il Filmmaker Mode, di solito, spegne interventi come il motion smoothing e altri automatismi dell’immagine, così da avvicinare la visione domestica a quella pensata in fase di produzione. Qui, invece, il passo sembra diverso: non si tratta solo di togliere filtri, ma di dare indicazioni precise al televisore su alcuni parametri creativi.
La differenza può sembrare sottile, ma conta. Con il Filmmaker Mode il TV cerca soprattutto di non mettersi in mezzo. Con Creator Original Picture Mode, almeno da quanto comunicato finora, sarebbe il contenuto stesso a dire al televisore come regolarsi. Una specie di istruzione incorporata nel film, titolo per titolo o forse persino scena per scena. Su questo, però, LG non ha ancora chiarito fino a che punto arrivi il sistema. Ed è qui che nasce il primo dubbio.
Secondo le informazioni diffuse, i creator potranno intervenire su aspetti come dettaglio nelle ombre, bilanciamento del colore, riduzione del rumore e gestione del movimento. Termini tecnici, certo, ma con effetti molto concreti per chi guarda un film sul divano. Un’ombra più chiusa può cambiare il tono di una scena notturna. Un colore più caldo può modificare la resa di un volto. Un intervento sul movimento può rendere un’azione più fluida, oppure più vicina alla cadenza del cinema.
Il punto, ha osservato la testata specializzata What Hi-Fi?, è che ogni film potrebbe avere una resa diversa, decisa direttamente da chi lo ha realizzato. “Almeno, pensiamo che funzioni così”, ha scritto il sito britannico, spiegando di aver chiesto altri chiarimenti a LG. Una prudenza tutt’altro che secondaria. Senza dettagli tecnici ufficiali, resta da capire se il sistema lavori tramite metadati, profili già impostati nell’app di streaming o accordi specifici tra piattaforme, studi e produttori TV.
Per ora Creator Original Picture Mode non è una funzione destinata a tutti gli utenti LG. La modalità è legata a Prime Video e alle TV LG OLED evo 2026, in particolare alle serie W6, G6 e C6. Non è chiaro, invece, se il supporto riguarderà un catalogo ampio o solo alcuni titoli scelti. Il primo esempio citato è il reboot di Masters of the Universe, disponibile sulla piattaforma di Amazon.
C’è anche un dettaglio curioso, quasi da lancio pubblicitario: sugli LG compatibili con webOS 23 o versioni successive, il film può essere avviato pronunciando “I have the power” nel Magic Remote. Un richiamo diretto alla frase simbolo della saga. Più marketing che vera novità tecnica, ma utile per capire dove LG vuole andare: unire contenuto, piattaforma e televisore in un’esperienza più guidata. Il film, segnala ancora What Hi-Fi?, ha una valutazione del 67% su Rotten Tomatoes. Un dato di contesto, non un verdetto.
Le domande aperte non sono poche. La prima riguarda lo standard tecnico. Se Creator Original Picture Mode resterà una soluzione solo di LG e Prime Video, il rischio è quello di un sistema frammentato, con ogni piattaforma o produttore pronto a seguire regole proprie. Sarebbe una strada diversa da quella del Filmmaker Mode, nato come riferimento più ampio per rispettare l’intento creativo anche su dispositivi di marchi diversi.
Poi c’è il tema del controllo da parte dell’utente. Chi compra una TV spesso regola luminosità, contrasto e movimento in base alla stanza, non a una sala di color grading. Un salotto illuminato alle 18, una stanza buia, una connessione streaming non sempre stabile: sono situazioni normali, quotidiane. Se la modalità scelta dai creator sarà troppo rigida, qualcuno potrebbe spegnerla. Se invece resterà modificabile, bisognerà capire quanto dell’intento originale verrà davvero conservato.
La novità di LG, in ogni caso, intercetta una tendenza ormai chiara: il televisore non è più soltanto uno schermo, ma il punto d’incontro tra hardware, piattaforme e scelte artistiche. La promessa è dare ai registi più voce anche dopo l’uscita del film. La prova vera arriverà davanti al divano, telecomando in mano, quando si capirà se questa libertà creativa migliora davvero la visione o aggiunge soltanto un altro menu da interpretare.