TREVISO - Aggressione al Caffè Diemme di via Roma: sabato pomeriggio una dipendente 20enne è stata colpita all’addome con un calcio da una cliente 22enne di origine tunisina per un caffè non gradito: «Questo caffè fa schifo», è sbottata. Per la violenza del colpo la ragazza è finita a terra ed è stata poi portata in pronto soccorso.
Sul posto sono poi arrivati gli agenti della polizia locale che hanno identificato tutti i presenti e ricostruito l’episodio. «I problemi qui iniziano sempre nel pomeriggio», aveva riferito uno dei dipendenti di quella che fino a poco tempo fa era la zona rossa della città sottoposta a un’attenta sorveglianza da parte delle forze dell’ordine.
Provvedimento peró sospeso a metà luglio e che potrebbe essere nuovamente adottato nelle prossime settimane.
La violenza si è consumata tra le 17 e le 17.30, sotto gli occhi di molti clienti. «Tutto è partito da una ragazza che era seduta ai tavolini all’esterno assieme ad altri amici - riferisce uno dei presenti sabato pomeriggio - ad un certo punto si è alzata con il caffè che aveva ordinato tra le mani e lo ha riportato al bancone».
Si tratta di una 22enne di origine tunisina che lamentava il fatto che il caffè in tazzina non fosse come lo aveva richiesto: «Visibilmente irritata, ha iniziato ad insultare la cameriera che lo aveva preparato». Il suo bersaglio era una 20enne che ha cercato di trovare una soluzione, proponendole di preparare un’altra tazzina più di suo gradimento.
Ma i toni si sono accesi e la cliente ha iniziato ad inveire ancora più pesantemente. Tanto che gli altri dipendenti si sono avvicinati per aiutare la collega e allontanare la 22enne. La tensione è così aumentata.
«L’hanno accompagnata fuori dal locale e sembrava fosse finita così - continua il testimone - invece quella ragazza è tornata ancora più arrabbiata di prima». Attorno alle 17.30, la bulla si è ripresentata: è entrata nella caffetteria e si è diretta verso il bancone: «I suoi amici la trattenevano, lei continuava ad insultare la cameriera che stava di fronte a lei fino a quando le ha tirato un calcio».
La 20enne è così finita a terra e i dipendenti hanno lanciato l’allarme alle forze dell’ordine per cercare di riportare la situazione alla normalità. Quando gli agenti sono giunti sul posto la lite si era appianata ma i presenti sono stati tutti identificati, bulla compresa. Un episodio che rappresenta un campanello d’allarme che i titolari del locale non vogliono ignorare.
Il bar, accanto alla stazione delle corriere, proprio pochi mesi fa aveva deciso di assumere una guardia giurata per aumentare il livello di sicurezza. I tavolini esterni e la zona attorno, infatti, più volte sono stati presi di mira da bulli e baby gang. Nonostante il locale sia nel cuore della zona rossa i titolari, dopo un vertice in Comune, hanno comunque deciso di ingaggiare anche un vigilantes per un controllo discreto del plateatico.
E cosi è stato tra fine luglio e inizio agosto. Per tre settimane tutto è filato liscio: la combinazione tra il provvedimento di sorveglianza dell’intera area preso dalla Prefettura più i vigilantes ha garantito una certa tranquillità. Poi tutto è tornato come prima.
Dopo il caso di sabato, però, c’è chi vorrebbe che la loro presenza venisse riconfermata. Almeno nei giorni della settimana e nelle fasce orarie ritenute più critiche, quindi di sera e durante le ore più frequentate. «Come il sabato pomeriggio, quando il via vai aumenta nella zona della stazione», aveva ribadito uno dei dipendenti proprio pochi mesi fa, quando il provvedimento era nell’aria.
E poi si spera che la Prefettura adotti nuovamente il provvedimento della zona rossa. Proprio nei giorni scorsi il sindaco Mario Conte aveva dichiarato di voler richiedere il ripristino della zona ad alta sorveglianza proprio con la ripresa delle scuole: «Nelle prossime settimane incontrerò il prefetto per discutere anche della zona rossa. Sono favorevole alla sua reintroduzione dopo l'estate».