Si è svolta questa mattina, al Palazzo del Quirinale, la tradizionale cerimonia di consegna del “Ventaglio” al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da parte del presidente dell'Associazione Stampa Parlamentare, Alfonso Raimo, alla presenza dei componenti del Consiglio direttivo, degli aderenti all'Associazione, dei direttori di quotidiani e di agenzie di stampa, dei giornalisti accreditati al Quirinale, e dei responsabili della Federazione Nazionale della Stampa e dell'Ordine dei Giornalisti. Dopo l'intervento di Alfonso Raimo, il presidente Mattarella ha pronunciato un discorso. Successivamente è stato consegnato il Ventaglio realizzato da Piero Malatesta Piano, allievo dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, vincitore del concorso indetto dall'Associazione Stampa Parlamentare di concerto con l'Accademia di Belle Arti di Roma.
“Il presidente è estraneo alla dialettica tra le forze politiche”
“Nelle Camere, i rispettivi presidenti sono organi di garanzia, ricoperti comunque da esponenti politici. Diversa è la posizione del presidente della Repubblica, estraneo alla dialettica tra le forze politiche: diverso è quindi il carattere di questo incontro, nato, a suo tempo, con i quirinalisti come occasione di scambio di auguri per la pausa estiva e sostituito, ventiquattro anni fa, dalla cortese consegna del Ventaglio” ha detto, tra le altre cose, il presidente nel discorso.
“Non è mio compito progettare né esprimere giudizi su temi politici. Tra i miei compiti rientra, piuttosto, quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di là del momento contingente”, ricorda il presidente, aggiungendo: “Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo - com'è comprensibile - parlare di progetti legislativi che si trovano all'esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”.
“Inammissibile la violenza in Val di Susa”
“Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi”. “La violenza - ha aggiunto Mattarella - è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”. Agli ultimi episodi di violenza, “vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”, ha anche detto il capo dello Stato.
“Attenti all'IA, l'informazione non è la caricatura della pecora Dolly”
“Si è, nel frattempo, presentata una questione più generale: quella che riguarda l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nella generazione delle notizie, un tema che avete segnalato anche recentemente. Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all'infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti? L'informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly” ha aggiunto il presidente in un altro passaggio del suo discorso, ricordando come “nell'esperienza quotidiana, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale”.
La citazione del Papa: “Basta con la logica dell'emergenza sui migranti”
"Riguardo all'epocale fenomeno delle migrazioni, Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile - e condivido appieno - la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell'emergenza - del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio - e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno" ha detto il presidente Mattarella nel corso della cerimonia, rispondendo alla sollecitazione del presidente dell'Associazione stampa parlamentare. Per il capo dello Stato è una “strategia possibile e sostenibile” ed è “l'unica in grado di evitare l'altrimenti un inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare - vanamente - di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”.
“Attenzione ai migranti e anche ai nostri giovani”
“È comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all'estero non per scelta ma per necessità”.
“Adattare leggi ai comportamenti individuali è l'abdicazione dello Stato”
“In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l'abdicazione dello Stato”, ricorda in un altro importante passaggio il capo dello Stato. “Lei - ha detto Mattarella prima di questa riflessione, rispondendo alla sollecitazione avanzata nel suo discorso dal presidente dell'Associazione stampa parlamentare - ha ricordato alcuni argomenti del dibattito che si è sviluppato in questi giorni su temi politici, o per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne partecipe. Mi limito a una considerazione che mi auguro induca a riflettere”.
“Le critiche all'Unione europea per essere poco incisiva arrivano soprattutto da chi la ostacola. Difficile comprendere il ritardo nel recepimento del Media Freedom Act”
“Conosco bene l'esercizio di critiche rivolte all'Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci” ha detto il presidente in un altro passaggio del suo intervento. A tal proposito, il presidente ha ricordato come “il regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato in vigore l'8 agosto del 2025” e “il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dell'Unione e i deputati al Parlamento europeo, espressi dai diversi Paesi membri, appare difficilmente comprensibile”.
“Vorrei sottolineare come prosegua lo sviluppo di sempre più numerosi accordi di libero scambio, conclusi o in corso di negoziato, con aree vaste di diversi continenti - dal Canada al Giappone, dall'America meridionale all'India, di intese con diversi altri Paesi o aree che li raccolgono. Accordi e intese che inducono a collaborare e a impegnarsi in comune nella reciproca convenienza”.
“Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l'esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. È un compito e una responsabilità per gli operatori dell'informazione” ha detto il presidente, concludendo il suo discorso nel ringraziare “molto per il dono di questo bel Ventaglio Speranza” e rivolgendo “i complimenti al suo autore, Piero Malatesta Piano, con gli auguri più grandi per il suo futuro d'artista”. Poi ha augurato ai presenti in platea “buona pausa estiva”.