okayduckyachtclub.xyz

Ranucci fuori da Report, 30 giorni per decidere sulla ricollocazione. Il legale: «La Rai condanna la vittima ma non spiega la colpa»


Lo scontro sul futuro di Sigfrido Ranucci a Report si sposta sul terreno legale. E adesso la domanda posta alla Rai è precisa: «quali sono i fatti che renderebbero il giornalista incompatibile con la conduzione del programma?». A sollevarla è l'avvocato Roberto De Vita, coordinatore del team legale di Ranucci, dopo la lettera di contestazione formale inviata contro la decisione della Rai di procedere a un avvicendamento alla guida di Report. «Se Ranucci è incompatibile con la conduzione di Report, bisogna spiegare il perché», afferma De Vita. Una richiesta che apre un nuovo capitolo della vicenda: i legali vogliono conoscere nel dettaglio gli elementi sui quali l'azienda ha fondato la propria scelta e chiedono la documentazione che li supporterebbe.

Ranucci e Report, cosa chiedono i legali alla Rai

Il punto sollevato dalla difesa riguarda le motivazioni alla base dell'allontanamento dalla conduzione. De Vita passa in rassegna le diverse questioni emerse intorno al giornalista e chiede che venga chiarito quale abbia effettivamente inciso sulla decisione. «Si tratta di capire perché è stato rimosso, quali sono i fatti», spiega l'avvocato.

Se il problema fosse il rapporto con Valter Lavitola, osserva De Vita, la questione era già conosciuta dal 2023. Se invece la decisione fosse collegata all'attentato subito da Ranucci, sottolinea il legale, il giornalista ne è la vittima. E sulle presunte avances, aggiunge, servirebbero elementi in grado di dimostrarle. Ma è soprattutto un altro passaggio a finire sotto la lente della difesa. Secondo quanto riferito dal legale, nel provvedimento della Rai si farebbe riferimento a «interferenze continue», «pressioni» e «opacità». Termini che, secondo la difesa, non possono rimanere generici. De Vita chiede che vengano indicati fatti e circostanze precise: chi avrebbe esercitato le presunte interferenze, quali giornalisti avrebbero subito eventuali pressioni e soprattutto in relazione a quali inchieste di Report sarebbero avvenuti gli episodi contestati. È su questi punti che il team legale ha chiesto alla Rai chiarimenti e documentazione a sostegno della decisione.

I 30 giorni concessi a Ranucci

Nel frattempo resta aperta la questione del futuro professionale del giornalista.

Secondo quanto riferisce De Vita, la Rai ha concesso a Ranucci 30 giorni per decidere sulla sua potenziale ricollocazione. Ma per i suoi avvocati qualsiasi decisione, allo stato attuale, sarebbe prematura. «Nessuna valutazione può essere fatta in assenza di fatti e circostanze che hanno portato alla sua rimozione da Report», sostiene il legale. Il nodo, dunque, non riguarda soltanto quale incarico potrebbe essere proposto a Ranucci, ma ciò che è accaduto prima: perché la Rai ha deciso che non debba più condurre Report? La partita potrebbe non fermarsi allo scambio di lettere. De Vita richiama infatti esplicitamente il ruolo che potrebbe avere l'autorità giudiziaria qualora le spiegazioni richieste non arrivassero.

Secondo l'avvocato, quando un lavoratore colpito da un provvedimento di rimozione chiede al datore di lavoro di conoscere i fatti che gli vengono addebitati, l'eventuale mancata risposta può diventare un elemento da valutare in sede giudiziaria. Ed è proprio alla fine del suo intervento che De Vita pronuncia le parole più dure nei confronti dell'azienda: «Allo stato la Rai condanna la vittima e lo fa anche senza spiegare quale sia la colpa».


Ultimo aggiornamento: domenica 30 agosto 2026, 18:04

© RIPRODUZIONE RISERVATA