Nigel Farage ha presentato il piano di Reform UK per alleggerire il sovraffollamento delle carceri britanniche. La soluzione sarebbe quella di trasferire tutti i detenuti stranieri in prigioni all’estero, dove sconterebbero il resto della loro pena prima di essere rimpatriati e contemporaneamente banditi dal Regno Unito. La proposta avrebbe l’obiettivo di tagliare i costi ed evitare il piano dei laburisti riguardo le scarcerazioni anticipate.
Farage ha annunciato infatti che il presidente del partito di estrema destra Lee Anderson si recherà a breve in El Salvador per avviare i negoziati con il governo di Nayib Bukele, grande alleato di Donald Trump, per l’affitto di spazi nelle prigioni del Paese, tra cui anche il famigerato carcere di massima sicurezza Cecot, costruito a fine 2022 dallo stesso Bukele per contrastare le gang criminali salvadoregne.
“Mantenere un criminale straniero in El Salvador costerà la metà di quanto costa da noi e avremo maggiore spazio nelle nostre prigioni”, ha dichiarato il leader di Reform UK, sostenendo che il suo piano potrebbe liberare oltre 10mila posti nel sistema penitenziario britannico. Un numero che, ricorda la Bbc, corrisponde grosso modo ai detenuti stranieri in Inghilterra e Galles, attualmente 10.134 stranieri, pari al 12% della popolazione carceraria complessiva. Resta però il nodo rispetto a come e se il piano si applicherebbe anche ai detenuti in attesa di giudizio, che da soli rappresentano un terzo del numero totale totale.
Interpellato sulle accuse di violazione dei diritti umani che da mesi circondano le carceri di El Salvador, Farage ha risposto che “non tutte le prigioni sono gabbie“, riferendosi indirettamente alle immagini diventate virali in tutto il mondo della deportazione nel Cecot di centinaia di migranti, in gran parte venezuelani, disposta lo scorso marzo da Trump. Pur definendo El Salvador “un esempio estremo” di Paese con cui avviare trattative, il leader di Reform ha indicato anche altre possibili destinazioni come il Kosovo, e più in generale “un’opzione baltica” che coinvolgerebbe anche Estonia e Lituania.
Farage non è il primo a valutare l’ipotesi di affittare posti nelle carceri di Paesi terzi. L’idea era già venuta a precedenti governi britannici e un esempio concreto esiste già in Europa. Nel 2022 la Danimarca ha infatti siglato un accordo da 200 milioni di euro con Pristina per l’affitto di 300 posti nel carcere kosovaro di Gnjilane.
La proposta ha immediatamente suscitato la condanna di Amnesty International, secondo cui l’iniziativa dimostra come “troppi politici siano incapaci di una vera leadership, e preferiscono agitare odio, violenza e disumanità, rendendoci tutti meno sicuri”. “Reform sta proponendo di avallare gravi violazioni dei diritti umani in El Salvador – continua Amnesty Uk – per consentire il trasferimento di persone condannate nel Regno Unito in un sistema carcerario estero estremamente sovraffollato e abusivo, finanziando la brutalità con il denaro dei contribuenti britannici“.