Pubblicato il: 28/09/2026 – 7:30
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA La città metropolitana si sveglia per il secondo e ultimo giorno di voto. Dopo la domenica di urne, oggi i seggi restano aperti solo otto ore, dalle 7 alle 15: il tempo di chiudere la partita elettorale che riguarda il collegio uninominale 5 della Camera, rimasto vacante da quando Francesco Cannizzaro ha lasciato lo scranno di Montecitorio per accomodarsi su quello di sindaco metropolitano. Le scuole trasformate in seggio hanno l’aria di sempre nei giorni di voto: i cartelli scritti a mano sui portoni, qualche capannello davanti all’ingresso più per abitudine che per file vere. È un collegio largo, quello chiamato al voto: 71 Comuni su 97 dell’area metropolitana, 487 sezioni elettorali, un corpo elettorale complessivo di 345.788 elettori — di cui, curiosamente, 58.729 residenti all’estero, che pesano più sulla carta che nelle urne reali di lunedì mattina. Alla chiusura delle 23, ieri sera, il dato è del 14,93% di affluenza registrata nella prima giornata delle elezioni suppletive. C’è da annotare che tra i Comuni interessati al voto nell’ampio collegio spicca Laganadi, dove nelle sue due sezioni, alle 23 ha votato il 40,19, secondo i dati di Eligendo. A Reggio Calabria, città, nelle 196 sezioni il risultato è stato di una percentuale del 19, 29 di votanti, sempre alle chiusura dei seggi alle 23. Il dato più basso è invece a Platì, dove nella prima giornata di voto, si è registrato solo il 2,34 di votanti. C’è ancora tempo per andare a votare oggi, quindi, e l’ipotesi realistica è un dato complessivo tra il 20 e il 30%, lontano dai numeri di una consultazione generale: la sensazione, tra gli addetti ai lavori, è che una suppletiva di fine settembre, spalmata su due giorni e su un collegio geograficamente ampio, non riesca a mobilitare quanto un election day vero e proprio.
Tra le particolarità che gli elettori di Reggio Calabria ritrovano sulla scheda rosa per la Camera dei deputati c’è il sistema del tagliando antifrode, introdotto con la legge elettorale del 2017. La scheda presenta una piccola appendice perforata con un codice alfanumerico progressivo. Il numero viene annotato dal seggio prima della consegna all’elettore. Dopo il voto, la scheda viene riconsegnata piegata al presidente, che verifica la corrispondenza del codice, stacca l’appendice attraverso lo strappo perforato e solo a quel punto inserisce la scheda nell’urna. Il meccanismo serve a garantire che la scheda restituita sia la stessa consegnata all’elettore, prevenendo eventuali sostituzioni.
Sono quattro i nomi in corsa. Il centrodestra punta su Fabio Roscioli, avvocato e dirigente nazionale di Forza Italia, sostenuto anche da diverse liste civiche. Il campo largo ha scelto il medico Frank Benedetto, di area progressista, che si presenta con l’appoggio compatto dell’intera coalizione di centrosinistra. Per Futuro Nazionale, alla sua prima vera prova elettorale come partito, corre Domenico Giannetta, ex forzista ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che alle ultime regionali aveva portato in dote oltre 10mila voti — un pacchetto che il centrodestra osserva con più di un pensiero, temendo l’effetto di sottrazione.

Completa la partita Francesco Toscano, presidente di Democrazia Sovrana Popolare, già candidato alla presidenza della Regione Calabria lo scorso anno. Tre dei quattro candidati, va detto, non hanno potuto votare per se stessi in questo collegio. Roscioli perché residente a Roma, dove da anni fa l’avvocato per la galassia Fininvest ed è tesoriere nazionale di Forza Italia; Giannetta perché residente a Oppido Mamertina, così come Toscano a Gioia Tauro, due Comuni che non rientrano nel collegio uninominale 5 ma nel collegio U04, quello che comprende la fascia tirrenica e parte della provincia di Vibo Valentia. Per Giannetta, del resto, l’emozione di un seggio alla Camera non sarebbe una novità: la provò già una volta, il 31 marzo 2020, quando fu proclamato deputato quando subentrò a Jole Santelli, che aveva dovuto lasciare Montecitorio per incompatibilità dopo essere stata eletta presidente della Regione Calabria. Un mandato durato lo spazio di un mattino politico: appena un mese dopo, il 7 maggio, scelse di lasciare Montecitorio per accomodarsi in Consiglio regionale.
Chiusi i seggi alle 15, lo spoglio parte praticamente in contemporanea: i presidenti di sezione richiudono le buste di voto anticipato, i rappresentanti di lista si mettono ai tavoli, e in Prefettura si lavora. Con un solo collegio da scrutinare, i primi orientamenti potrebbero arrivare già nel tardo pomeriggio, con il quadro completo atteso in serata. Resta da vedere quanto peserà, sul piano nazionale, il primo vero test elettorale di Futuro Nazionale in una città del profondo Sud, e quanto, su quello locale, la tenuta del campo largo attorno a Benedetto dopo il pessimo risultato del centrosinistra alle ultime comunali.
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