Anzitutto la prima vera finanziaria targata Roberto Fico da costruire già a partire da ottobre. Poi, emergenza Campi Flegrei a parte, il Consiglio regionale dovrà votare norme per il sociale: sulla povertà educativa, i caregiver e una riforma territoriale della medicina di base che tenga assieme politiche sanitarie e sociali. Tutto entro la fine dell’anno. Per il 2027 è in programma, ancora, il semaforo verde per il fine-vita mentre è attualmente in fase di stop la legge sul salario minimo: già prevista prima di questa pausa estiva ma fermata dopo che la Consulta ha bocciato una norma simile varata dalla Toscana. Infine il nodo da sciogliere: cercare di capire se si possa portare a casa, ora che i conti della Regione sono in ordine, non un reddito di cittadinanza in salsa campana ma comunque una forma di sostegno al reddito per le persone disagiate.
E’ la road map del consiglio regionale campano dopo la pausa estiva alla vigilia della riapertura dei lavori. In mezzo due provvedimenti che nei prossimi giorni saranno vagliati. Anzitutto da parte dell’Ufficio di presidenza che, per fine mese, deve completare la predisposizione tecnica per rendere operativa l’assunzione (a invarianza di spesa) dei collaboratori esterni non comandati come previsto dalla nuova norma portata a casa a fine luglio nella manovra di assestamento di bilancio. E ancora, la riorganizzazione, di tutte le direzioni apicali della Regione. Un dossier nelle mani Francesco Comparone, capo di gabinetto della giunta regionale, già pronto e limato ma bloccato a causa di alcuni ricorsi che pendono da parte delle associazioni di categoria dei dirigenti dopo la riforma deluchiana. In questo modo, con la riorganizzazione, si vuole plasmare la macchina secondo la nuova governance a guida Roberto Fico.
Pd, Renzi e Forza Italia, via a feste e congressi: aspettando le elezioni
Sinora in consiglio c’è stata poca attività da parte dei singoli eletti ma anche per una serie di cause oggettive: la prima parte di lavoro a inizio anno alle prese con il bilancio provvisorio, poi l’ok alla Finanziaria a marzo ed infine, a fine luglio, il semaforo verde alla manovra di assestamento. Tutti provvedimenti che hanno portato via tempo ai consiglieri che però hanno fatto pressing affinché si procedesse alla manovra di assestamento, prima della pausa estiva. Passaggio, quest’ultimo, non necessario perché le rendicontazioni finanziarie già ad inizio anno avevano relazionato come i conti fossero in ordine ed, anzi, c’erano economie da poter usare. Ma tant’è: la manovra di assestamento serviva per infilare le cosiddette leggi mancia in modo che i consiglieri potessero accontentare le desiderata dei rispettivi bacini di elezioni.
A ottobre tocca iniziare a lavorare sulla Finanziaria da approvare entro fine anno, la prima in cui ci sarà la vera impronta dell’ex presidente della Camera ed i consiglieri saranno impegnati per settimane sul testo. In mezzo i provvedimenti varati in giunta che passeranno in consiglio già a settembre e che riguarderanno le fasce più deboli dei campani. Parliamo della deliberà sulla povertà educativa e sui caregiver a firma dell’assessore alle Politiche sociali Andrea Morniroli. Si tratta di un pacchetto di interventi in favore delle persone con disabilità dal valore complessivo di oltre 73 milioni di euro. Una manovra che prevede non solo sostegno già a partire dagli alunni con disabilità ma anche in favore delle loro famiglie con forme di rendicontazione semplificate delle spese (per snellire le procedure e velocizzare i trasferimenti delle risorse direttamente ai beneficiari dei progetti previa istruttoria degli uffici).
Poi c’è tutta la riforma territoriale della medicina di base ora che i cantieri legati del Pnrr son ostati chiusi. Una vasta manovra che metta assieme tutte le iniziative sanitarie, ridisegnando tutti gli ambiti, legati agli ospedali di comunità e quelle sociali, per unirle al benessere del singolo individuo affinché possa essere seguito sotto tutti i fronti in caso di patologie. Una macchina in favore, in particolare, per gli anziani. Rimane invece più lungo il percorso per approvare un alegge sul fine vita. Prima dell’estate è arrivato in commissione Sanità un testo unico. A presentare due diverse proposte, ora unificate in uno, sono stati rispettivamente i consiglieri Luca Trapanese (M5s) e Marco Villano (Pd) ma i vescovi campani con una nota a fine luglio hanno già fatto sentire la propria voce. Esprimendo la propria contrarietà ma anche auspicando di poter dare il proprio apporto alla discussione. Non solo loro perché hanno chiesto tramite pec di essere auditi in commissione ben 40 associazioni tra pro e contro la nuova norma. Tutte audizioni da fare e tempi che, ovviamente, andranno ad allungarsi. Con la previsione che un testo in aula per la discussione e l’approvazione non possa arrivare prima della prossima estate.