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Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione dopo le pressioni della redazione. «Passo indietro per aiutare la trasmissione»


ROMA Nel primo pomeriggio si sparge la voce (vera) che la detestatissima, chissà perché, coppia che dovrebbe condurre la nuova stagione di Report e assurdamente soprannominata P2 (Presutti e Piervincenzi, lei è Giulia e lui Daniele), voglia partecipare alla riunione degli altri giornalisti della trasmissione ex Ranucci con il direttore Corsini, degli Approfondimenti Rai. Il quale riesce a bloccare Presutti e Piervincenzi, accogliendoli nel suo ufficio a via Teulada ma senza farli andare in assemblea, perché sarebbero stati duramente attaccati dai colleghi.

Già girava sui telefonini del reporteristi duri e puri una vecchia foto di Giulia che abbraccia Sigfrido e il commento: "Ma quale Giulia, è Giuda!". C'è l'editto ad personas, contro la P2 (che brutto gioco di parole), e insomma tutti i pasdaran di Report - unica testata al mondo in cui è la redazione che vuole decidere i compiti e le cariche, impedendo le scelte editoriali che spettano all'azienda - si rivolgono durante la riunione a Corsini dicendogli la stessa cosa: «O noi o quei due». Ovvero, dimissioni di massa se gli emissari - così vengono considerati Presutti e Piervincenzi - di TeleMeloni vengono confermati nel ruolo di nuovi conduttori al posto di Ranucci.

La capriola

È un po' ridicolo tutto ciò, ma così è. Corsini fa di tutto per mediare, per evitare toni troppo accesi, e in fondo ci riesce: «Rivediamoci entro la fine della settimana», propone ai reporteristi in versione resistenziale. Quelli accettano e dunque ci saranno altre ore per vedere se si può evitare il big bang. Ma intanto, a sera, arriva il colpo di scena, la capriola, la mossa che potrebbe riportare il sereno. In una mail inviata a Corsini, Presutti annuncia un «passo indietro» dall'incarico di co-conduttrice, «nella speranza - scrive la giornalista - di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l'onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità».

La Rai deve aver capito che serviva una mossa così spiazzante, per uscire dallo stallo e da guai veri (la non messa in onda l'8 novembre di una trasmissione simbolo del servizio pubblico) e la rinuncia di Presutti rientra in questo schema. In più, il pressing di colleghi e colleghe («Giulia ma ti rendi conto di ciò che stai facendo? Tu una collaborazionista? E chi mai lo avrebbe creduto...») qualche effetto lo ha prodotto. E comunque: Giulia non più Giuda sembra aver sbloccato la situazione. Che potrebbe decidersi così: a co-condurre Report saranno i ranucciani o ex ranucciani, inviati storici della trasmissione, e anche la guida redazionale sarà della vecchia guardia (dove c'è chi giura: «Saremo più responsabili e corretti di Sigfrido, che ha sbagliato troppo») ma Presutti farà inchieste importanti e Piervincenzi potrebbe guidare Report Lab.

La svolta di Giulia si spiega con il bene dell'azienda. Ma tra colleghi si racconta anche questo: «Soffriva molto per gli attacchi tremendi da parte di Sigfrido, che le fato della mediocre e della disperata dicendo che l'ha fatta lavorare solo perché in difficoltà. E in più, Giulia è assai legata a Laura Cianfoni, ex funzionaria Cisl e presenza fissa al Cefalù a sua volta personalmente legatissima a Ranucci, e questo triangolo qualcosa ha contato nella retromarcia di queste ore».

Di sicuro, prima del colpo di scena serale, le cose si stavano mettendo male. Nonostante Corsini, sempre molto duttile, avesse proposto: non saranno soltanto Presutti e Piervincenzi a condurre Report ma a rotazione potranno farlo anche altri quando i due saranno impegnati a fare inchieste. Non va bene neanche questo? No! E non andava bene neppure l'altra offerta di Corsini secondo la quale sarebbero dovuti essere i capi autori - Mondani, Iovene, Mottola, Valesini - i veri responsabili Report e non la coppia che i reporteristi considerano più o meno meloniana, pur non essendo di destra (tutt'altro) né l'una né l'altro.

La guerra

Pareva impossibile evitare la guerra. Che qualcuno aveva già soprannominato "la guerra delle Giulie". Perché Giulia Innocenzi si è ritagliata il ruolo di pasionaria ed è arrivata ieri a Teulada per la riunione sparando subito una raffica: «Se vengono nominati questi due conduttori, cioè se la Rai continua per la sua strada, noi inviati, e siamo tanti, ci dimetteremo in blocco perché noi dobbiamo garantire l'indipendenza e l'autonomia della trasmissione che è fondamentale per portare avanti le nostre inchieste».

Poi la giornata è andata avanti. Fino alla capriola Presutti. Sarà risolutiva?

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