(di Paolo Levi)
Primi tentativi di rinascita al
museo del Louvre: dopo il rocambolesco furto dei gioielli della
Corona in autunno, riapre da oggi al pubblico la Galerie
d'Apollon, l'emblematica sala del museo parigino dove il
commando di rapinatori entrò in azione il 19 ottobre, ma ancora
senza vetrine, teche e gioielli in esposizione. Un modo, secondo
i responsabili dell'ex palazzo reale trasformato nel museo più
grande al mondo - per alcuni sin troppo grande, tanto da farlo
talvolta apparire senz'anima e di difficile gestione - per
apprezzare la sua "funzione" originaria di dimora dei Re di
Francia.
Verso le 9 del mattino, le due grandi porte della Galerie
d'Apollon ispirata alla galleria dei Carracci di Palazzo Farnese
a Roma - e servita poi da modello per la Galerie des Glaces a
Versailles - si sono riaperte dopo nove mesi di attesa,
lasciando entrare i primi visitatori. In fondo al corridoio
lungo 61,34 metri, un'inferriata blocca l'accesso al balcone con
vista sulla Senna. Il segno di quanto accaduto l'autunno scorso.
Fu proprio da lì, infatti, che i quattro rapinatori arrestati
nel frattempo beffarono la security riuscendo ad introdursi
indisturbati nel museo con l'aiuto di un montacarichi
parcheggiato sul Lungosenna. Nel giro di pochi minuti, vennero
sottratti dalla Galleria di Apollo otto gioielli della Corona
francese, tra cui un diadema della principessa Eugénie, poi
ritrovato per strada danneggiato.
L'idea del nuovo direttore del Louvre, Christophe Leribault,
è ora lasciare la galleria completamente vuota, senza collezioni
e oggetti preziosi, per dare il massimo risalto alle
decorazioni, oltre che ai soffitti realizzati da pittori come Le
Brun e Delacroix. Quanto ai gioielli, annuncia, "creeremo una
stanza di sicurezza, una sorta di cassaforte, senza finestre, in
un altro luogo del museo. Ci sono importanti lavori da fare, ma
bisogna trovare il luogo ideale e i finanziamenti". Parlando
della corona di Eugenie, Leribault riferisce che il restauro "è
ancora in corso. Non manca praticamente alcun elemento. Questa
corona diventerà più celebre di prima, è sicuro, un po' come
avvenne con la Gioconda dopo il furto del 1911".
Il maxi-furto ha rivelato una serie di falle nella sicurezza
del Louvre, a cominciare dalla videosorveglianza, ma anche
incuria e obsolescenza delle strutture del museo, oltre che le
ricorrenti perdite d'acqua e le critiche per la scarsità dei
servizi igienici. Episodi che hanno finito per scatenare una
crisi interna, lo scorso inverno, con proteste e scioperi a
ripetizione del personale e anche le dimissioni dell'ex
presidente, Laurence des Cars. Ben prima che il Louvre
attraversasse il suo anno più nero, nel gennaio 2025, il
presidente Emmanuel Macron aveva annunciato il progetto 'Louvre
Nouvelle Renaissance' per l'ammodernamento del museo. Tra gli
annunci, la creazione di una sala a parte per la Gioconda e un
secondo accesso per i visitatori oltre alla Piramide realizzata
ai tempi di Mitterrand. "La Piramide - riconosce Leribault - è
vittima di eccessivo sovraffollamento. D'estate, diventa un
forno. Venne costruita per 4 milioni di visitatori (all'anno),
contrariamente agli odierni 9 milioni". Quindi la necessità di
un secondo ingresso, al livello del colonnato di Perrault, per
facilitare l'accesso e la ripartizione dei flussi.
Tra le magagne da risolvere, Leribault evoca anche "strutture
tecniche a fine ciclo", come condizionatori che talvolta non
funzionano: "Con il forte calore - osserva - siamo costretti a
chiudere delle sale. I visitatori, i dipendenti, le opere, tutti
scontano questa situazione". Quanto alla Gioconda, congestiona
tutta l'ala Denon. "L'80% dei visitatori - spiega il direttore -
si dirige immediatamente verso di lei, ammirandola in
condizioni mediocri, senza godere dei capolavori di Tiziano o
Veronese che si trovano accanto. A un certo punto, bisogna
prendere il toro per le corna (...) e presentarla in un luogo ad
hoc, con accessi più fluidi e sale d'attesa in cui verrà
spiegato il motivo della sua importanza, della sua notorietà. I
visitatori avranno un orario preciso e verranno scaglionati per
piccoli gruppi. Andranno poi a vedere il resto del museo grazie
a una nuova rete di ascensori e scale".
Ci saranno tariffe a parte per il capolavoro di Leonardo da
Vinci? "Aggiungeremo qualche euro per quelli che vogliono un
accesso Gioconda", precisa Leribault, oggi più che mai a caccia
di finanziamenti pubblici e privati per far rinascere un museo
in affanno. E per il quale si considera siano necessari
investimenti per oltre un miliardo di euro.
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