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Rider ferita in un incidente, riconosciuto l’infortunio sul lavoro. La Cgil: “Uno dei primi casi in Italia”


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L’Inail ha erogato l’indennità alla donna, 36 anni, rimasta coinvolta nello scontro a giugno durante una consegna. Il sindacato: “Questo episodio dimostra concretamente come la copertura tuteli tutti i ciclofattorini”

Un rider effettua una consegna in una foto d’archivio

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Imola, 17 agosto 2026 – Più tutele per i rider. “Grazie all’assistenza del Patronato Inca Cgil di Imola – esulta il sindacato in una nota –, l’Inail ha riconosciuto l’infortunio sul lavoro, erogando l’indennità economica per i 22 giorni di stop forzato, a una rider 36enne rimasta coinvolta in un incidente a giugno, durante una consegna a Imola”. La Cgil imolese spiega che “il riconoscimento è stato reso possibile dopo la formale denuncia dell’infortunio a Deliveroo, la piattaforma per cui lavora la donna, che ha consentito l’avvio della pratica”, e sottolinea che questo è “uno dei primi casi in Italia per la categoria dei rider, arrivato poco dopo un analogo risultato ottenuto dal Patronato Inca di Macerata”.

Se dovessero esserci danni permanenti, il Patronato “continuerà ad assistere la lavoratrice con il proprio medico legale per farle riconoscere l’indennizzo”.

La Cgil rimarca però che “casi come questo restano ancora un’eccezione”, visto che “la maggior parte degli infortuni non viene denunciata a causa della precarietà del settore, della scarsa conoscenza dei propri diritti, delle barriere linguistiche che ostacolano lavoratrici e lavoratori stranieri e della complessità delle procedure burocratiche”. In ogni caso, il sindacato sottolinea che “questo episodio dimostra concretamente come la copertura Inail tuteli tutti i rider, indipendentemente dal contratto, collaborazione o partita Iva, garantendo il rimborso per le spese mediche, l’indennità economica per i giorni di stop e risarcimenti per danni permanenti”.

In caso di infortunio, chiude il sindacato, “occorre seguire una procedura precisa: andare subito al Pronto soccorso specificando l’origine lavorativa dell’incidente, farsi rilasciare il primo certificato medico e rivolgersi al Patronato per comunicare l’infortunio alla piattaforma e avviare la pratica per ottenere le tutele a cui si ha diritto”.

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