
L’ex assessora Alessandra Filippi

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"Non ritengo di far parte di ’un consesso di rancorosi’ e trovo altrettanto scorretto sostenere che Legambiente esprima le proprie posizioni sotto una mia presunta regia". L’assessora Alessandra Filippi respinge al mittente le considerazioni del sindaco Massimo Mezzetti sulle critiche al nuovo sistema di raccolta. In Consiglio il primo cittadino ha detto lunedì che "solo un’associazione si è espressa contro il nuovo sistema: Legambiente, di cui un rappresentante autorevole è un ex assessore che evidentemente ha qualche risentimento per il cambiamento del sistema che lei aveva introdotto".
Filippi chiamata in causa risponde: "Non è corretto – premette – affermare che io abbia introdotto il sistema misto. Abbiamo dato attuazione al modello previsto dalla gara europea già predisposta, alla cui definizione non avevo contribuito. Un’amministrazione ha il dovere di rispettare gli impegni assunti e di garantire continuità alle scelte adottate, soprattutto quando riguardano un sistema condiviso con altri comuni del territorio. Proprio per questo non abbiamo messo in discussione il modello previsto dalla gara, ma abbiamo lavorato per migliorarlo e farlo evolvere progressivamente".
Filippi puntualizza che "ho sempre ritenuto che il modello misto non rappresentasse il punto di arrivo, ma una fase da accompagnare verso un sistema di raccolta porta a porta integrale, coerentemente con le posizioni storiche di Europa Verde e di Legambiente. Insieme alla Giunta, a Hera e agli uffici comunali abbiamo avviato un percorso di evoluzione del sistema, frutto di un lungo lavoro di ascolto e confronto con cittadini, quartieri, associazioni economiche e sociali".
La nuova amministrazione ha invece deciso di seguire una strada diversa, reintroducendo i cassonetti. "A mio avviso è una scelta che interrompe un percorso di evoluzione possibile: il sistema con i sacchi avrebbe potuto essere progressivamente superato, portando la raccolta all’interno delle proprietà private, come già avviene nel centro storico, con evidenti benefici anche per la qualità e il decoro dello spazio pubblico. Il ritorno ai cassonetti, invece, pregiudica fortemente questa prospettiva".
L’ex assessora però introduce anche il discorso sulla qualità del riciclo: "È un obiettivo irrinunciabile e rappresenta uno dei principali indicatori dell’efficacia di un sistema. Ma la raccolta differenziata è anche uno strumento di educazione ambientale e di costruzione di una cittadinanza più consapevole". Per questo "ritengo che un modello di raccolta debba essere valutato anche per la sua capacità di promuovere responsabilità, consapevolezza, qualità del servizio e una migliore fruizione dello spazio pubblico. Continuo a ritenere il porta a porta non solo un diverso modello di raccolta, ma una diversa idea di città e di cittadinanza".
Legambiente "ha sempre espresso autonomamente le proprie posizioni, ben prima del mio ingresso nell’associazione e continuerà a farlo indipendentemente dalla mia presenza". Quanto a me, conclude Filippi, "non c’è alcun rancore. Le idee che esprimo oggi sono le stesse che sostenevo ben prima di ricoprire incarichi amministrativi, le stesse che ho cercato di tradurre in scelte quando sono stata assessora e le stesse che continuo a sostenere oggi. La coerenza, a mio avviso, non dovrebbe essere confusa con il risentimento. Il confronto sulla gestione dei rifiuti è troppo importante per essere ridotto a una contrapposizione personale".
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