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Rifiuti, plastica al collasso: siti saturi e ritiri fermi. «Rischiamo il blocco»


La situazione potrebbe esplodere a fine giornata o tenere tenersi in equilibrio per i prossimi due mesi. Dipende tutto dai ritiri che Corepla riuscirà a effettuare. In questo momento, io ho sollecitato formalmente il Consorzio, in maniera anche dura, a fornirmi un programma. Se ciò non avverrà, dovremmo rivolgerci al ministero». Chi parla è l’avvocato Angelo Pansini, direttore generale di Ager, l’agenzia territoriale della Regione Puglia per la gestione dei rifiuti. E le sue parole danno conto del quadro nella provincia di Lecce, dove i contraccolpi dell’incendio del 29 agosto all’ecocentro di Lequile hanno aggravato le criticità già vive per la filiera della plastica, con i siti di stoccaggio alternativi che, complice i pochi ritiri del Consorzio Corepla, si saturano, i Comuni che si ritrovano obbligati a sospendere la raccolta e i cittadini che non sanno più dove mettere i materiali.

Cave Marra già al limite

Particolarmente critica è la situazione all’ecocentro Cave Marra Ecologia srl di Galatone, che già dal 30 agosto è stato indicato dall’Aro 3 come alternativo a quello di Lequile. Ma, per effetto dei mancati ritiri di Corepla, l’impianto è già stracolmo. Tanto che venerdì scorso aveva comunicato anche ad Ager l’impossibilità di accogliere nuovi conferimenti dall’8 settembre, se nel frattempo Corepla - Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica - non avesse onorato il programma di ritiri già concordato. Sul punto, interpellato ieri intorno alle 16 da Quotidiano, Pansini ha spiegato: «A me risulta che all’impianto Cave Marra lunedì 7 siano stati effettuati 2 ritiri. Al momento - ha poi aggiunto - mi risulta che alcun ritiro sia stato ancora effettuato. Ma una delle cose per le quali con il Consorzio abbiamo discusso è proprio questa: io - ha detto il dg di Ager - ho chiesto che quell'impianto godesse di una programmazione, perché come qualunque altra impresa deve avere una programmazione, sennò non si fa impresa ma si fa "scommessa". Il programma c’era ma è stato disatteso. Io ho chiesto un programma che sia rispettato».

L’allarme di Sud Gas

Non meno preoccupante è lo stato dell’ecocentro Sud Gas di Campi Salentina. Che, sempre nella giornata di venerdì, aveva informato istituzioni e organi competenti dell’impossibilità di procedere all’accoglimento di nuovi ritiri già dal successivo lunedì 7 settembre. In questo caso, la risposta dell’avvocato Pansini è stata leggermente differente: «Mi risulta che l’impianto Sud Gas sia inserito già una programmazione e che tale programmazione sia in corso».

La crisi nazionale

È, dunque, tutto in mano a Corepla. Che, a sua volta, è però coinvolta in una fase critica che sta generando in tutte le altre province e regioni italiane problemi analoghi a quelli di Salento e Puglia. Come noto, a livello nazionale si rileva un crollo della domanda di plastica riciclata, che non trova acquirenti in quanto il costo supera quello della plastica vergine importata a prezzi assai minori dai Paesi extra Ue: «È una vicenda molto più grande dei confini pugliesi. Finora ad ora - ha replicato Pansini - in Puglia ce la siamo cavata, devo dire, con la grande collaborazione di Corepla e Conai. Ora noi abbiamo avuto un problema specifico che l'incendio che ha interessato l'impianto salentino il 29 agosto, che ha complicato l'equilibrio esistente. Ricette meravigliose non ce ne sono - ha ammesso -, noi stiamo spingendo con Corepla affinché la loro programmazione dei ritiri sia confacente alle esigenze del territorio e stiamo monitorando strettamente il quadro locale».

Regione e Comuni in attesa

E la Regione come sta contribuendo alla individuazione di soluzioni? «Al momento - ha risposto l’assessora regionale all’Ambiente, Debora Ciliento - stiamo coordinando tavoli di confronto e possiamo solo continuare a monitorare la situazione dei flussi della raccolta della plastica in contatto con Ager, che riceve le segnalazioni dei Comuni e che è in contatto con Corepla e Conai per trovare soluzioni. Siamo difronte a un’emergenza nazionale e che, come tale, è gestita dal ministero». Nel messaggio rivolto alla cittadinanza in coda all’ordinanza di sospensione della raccolta della plastica, l’altro ieri il sindaco di Lequile Vincenzo Carlà invitata la popolazione "a trattenere temporaneamente i propri rifiuti in plastica presso le proprie abitazioni o locali aziendali fino a nuova comunicazione di ripresa del regolare servizio”.