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Risponde alla telefonata del finto Cup e racconta la sua esperienza sui social lanciando un appello: «Mi hanno prosciugato il credito, non cascateci»


FIUME VENETO (PORDENONE) - Diverse segnalazioni per tentativi di truffa ai danni di cittadini, raggiunti da messaggi sul proprio cellulare per informazioni fasulle riguardanti l'ambito sanitario o l’Agenzia delle Entrate, si sono registrate in questi giorni nei comuni del pordenonese, Fiume Veneto e Azzano Decimo tra i più colpiti. A diffondere l'appello di tenere alta l’attenzione sono gli stessi cittadini. Ma uno di questi è caduto nella trappola. La sua disavventura la riporta nel gruppo “Sei di Fiume Veneto se” e fa un appello. 


La disavventura


«Attenzione. Non rispondete a numeri di cellulare inviati con un sms dal vostro Cup regionale - si legge sul post -. Sono truffe. Questa mattina (ieri, ndr) ho risposto a un cellulare inviatomi dal Cup regionale del Friuli Venezia Giulia e dopo aver atteso più di dieci minuti è caduta la linea. Ho riprovato a chiamare, e mi hanno detto che avevo finito il credito. Così ho aggiunto dieci euro e ho richiamato questo numero, e dopo pochi secondi è ricaduta la linea. Ho richiamato ancora e mi hanno detto che ho di nuovo finito il mio credito, al che ho capito che avevo subito una truffa». «Poi mi sono informato - continua il cittadino - e ho saputo che il Cup non manda messaggi invitando a chiamare un numero a pagamento. Questi numeri cominciano con: 351, 352, 893. Per cui state attenti prima di rispondere a numeri sconosciuti». Questo il testo del messaggio ricevuto: «Centro Unico Cup: la invitiamo a contattare con urgenza il numero verde 89342267 abbiamo comunicazioni riservate per Lei». «Attenzione, è una truffa», ricordano altri utenti della stessa pagina social. Altri cittadini di Azzano Decimo, infatti, segnalano di aver ricevuto sul proprio cellulare un sms con il testo: «Agenzia delle Entrate: Gentile contribuente, il rimborso è pronto. Visualizza i dettagli e completa i passaggi necessari». Messaggio corredato da un link.


Il fenomeno


I falsi sms a nome dell'Agenzia delle Entrate sono tentativi di truffa noti come smishing, in cui i malintenzionati usano la tecnica dello sms spoofing per falsificare il numero del mittente e sembrare un ente ufficiale. Questa è una truffa per rubare i dati, e la promessa di rimborso oppure la richiesta di aggiornamento dell'Iban, sono trucchi per spingere a cliccare d'impulso il link che viene allegato. 


I consigli


Le forze dell’ordine ricordano ai cittadini cosa non va fatto: per prima cosa non cliccare sul link per alcun motivo per evitare di essere reindirizzato a un sito clone; se si attendono eventuali rimborsi, accedere direttamente all'area riservata del sito ufficiale per verificare personalmente, senza attendere alcun tipo di invito via sms. Infine cancellare il messaggio e non inoltrarlo. Se per errore sono stati inseriti dati personali sul sito truffa, contattare subito la banca per bloccare carte e conto e presentare subito denuncia. 


Le modalità


I tentativi di truffa che coinvolgono cittadini non si contano più. Ogni giorno vengono messe a segno truffe ai danni di anziani, attraverso numerose modalità: si va dalla tecnica del finto incidente a quella del finto carabiniere che si presenta sulla porta di casa per farsi consegnare contanti, oro e gioielli, passando per quelle che si consumano sul web. Investimenti in criptovalute mai riscossi, frodi informatiche, e ancora, finti sanitari.