GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Sarebbe stata la gelosia a scatenare la rissa avvenuta ieri in pieno giorno in via Roma a Udine, verso le 16, in seguito alla quale i carabinieri hanno arrestato cinque persone, tutte di nazionalità afghana tra i 21 e i 35 anni, accusate a vario titolo di rissa aggravata, lesioni e porto abusivo di armi. Nell’episodio era coinvolta almeno un’altra persona, sfuggita all’arresto.
A sostenerlo è stato uno degli arrestati durante il processo per direttissima davanti al giudice del Tribunale di Udine Mauro Qualizza. L’uomo, di 36 anni residente a Udine, ha spiegato in aula di essere un imprenditore e che ieri stava lavorando assieme al cugino di 22 anni, anche lui residente in città e finito in manette, all’allestimento di un nuovo negozio in via Leopardi. In attesa dell’elettricista, hanno deciso di andare a mangiare qualcosa.
All’inizio di via Roma verso piazza della Repubblica – ha continuato il 36enne in Tribunale – è stato affrontato da un cittadino pakistano, poi sfuggito all’arresto, che lo ha accusato di essersi seduto al tavolino di un bar per un caffè con la sua ex. Poi lo ha colpito con un coltello al sopracciglio e alla nuca. Il cugino, ha detto l’uomo, è intervenuto in sua difesa colpendo l’aggressore con un pugno.
Da li è cominciata la rissa, proseguita in via Roma fino all’incrocio con via Battistig, che ha visto coinvolte le altre tre persone, amiche dell’aggressore e senza fissa dimora, trovate in possesso di un coltello di 19 centimetri e quasi 3mila euro in contanti.
Il giudice ha convalidato l’arresto per tutti e cinque e ha disposto per i due residenti a Udine, difesi dagli avvocato Paola Diana e Angela Di Marco, l’obbligo di dimora nel capoluogo e di avvisare i carabinieri di tutti i loro spostamenti. Per gli altri tre, difesi dagli avvocati Stefano De Rosa, Igor Cigliani e Mara Del Bianco, il divieto di dimora in Friuli-Venezia Giulia.
L’udienza è stata aggiornata al 14 settembre.