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Risse e coltelli, a Cagliari cresce la paura   - L'Unione Sarda.it


l’allarme

16 settembre 2026 alle 00:51

Arrestato un minorenne per spaccio. Residenti e commercianti: «Non se ne può più» 

Un altro arresto, l’ennesima lite e ancora una mattina segnata dalla tensione. Nel centro di Cagliari la sequenza degli episodi di disordine continua ad alimentare la preoccupazione di residenti e commercianti. L’ultimo episodio, l’accoltellamento avvenuto lunedì in via Azuni, è ancora negli occhi di chi si trovava in strada. E ieri, poco dopo le otto del mattino, alcuni residenti raccontano di aver assistito a un’altra lite tra giovani migranti in pieno centro: urla, inseguimenti tra tavolini e fioriere, pochi minuti di caos prima che la situazione si ricomponesse, senza l’intervento delle forze dell’ordine.

L’arresto

E il bilancio del weekend aggiunge un altro tassello. Un arresto che porta nuovamente al centro dell’attenzione il tema dei giovanissimi coinvolti nei fenomeni di spaccio. Negli ultimi giorni i carabinieri della Sezione radiomobile di Cagliari hanno arrestato un ragazzo algerino, classe 2009, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il giovane, che si trovava in piazza Matteotti con atteggiamenti sospetti, è stato trovato con 17 compresse di Rivotril – un farmaco a base di clonazepam, una sostanza prescritta soprattutto per il trattamento di alcune forme di epilessia e inserita nella tabella degli stupefacenti. Il farmaco assunto per i suoi effetti sedativi e rilassanti, è spesso associato con alcol o altre sostanze che ne aumentano gli effetti e i rischi. Il giovane, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio, è stato trasferito al Centro di prima accoglienza di Quartucciu.

È soprattutto l’età a colpire: diciassette anni. Un’età alla quale, nelle piazze dello spaccio, i ragazzi più vulnerabili possono diventare manodopera facile da reclutare e sfruttare.

Le preoccupazioni

«Non se ne può più». È il grido che ritorna tra il Corso, piazza Yenne, piazza Matteotti e piazza del Carmine. Non soltanto per le risse, ma per una somma di episodi che, raccontano gli abitanti, ha finito per modificare le loro abitudini: aggressioni, inseguimenti, scippi, coltelli e bottiglie sottratte dai tavolini dei locali e utilizzate durante le liti. «Cagliari negli ultimi anni è cambiata molto – racconta Maria Antonietta Floris, che nel centro vive da tutta la vita – c’è una percezione di paura e insicurezza diffusa. Specialmente se si è anziani o donne, a volte si ha paura a uscire la sera. Non è giusto». Lo conferma anche Emma Pala, studentessa universitaria, che era seduta a un tavolino con alcune amiche lunedì, quando ha assistito all’accoltellamento. «Ho visto un ragazzo insanguinato passare, un fuggi fuggi generale, persone che scappavano e che gridavano: “Ha un coltello”. Sono stati momenti di vera paura». Quella scena, racconta, si è aggiunta a una sensazione di insicurezza già presente. «La paura c’è, soprattutto quando salgo sui mezzi o quando torno a casa la sera». E anche sedersi da sola in piazza Matteotti, dice, è diventata una scelta da valutare. «Prima di decidere mi sono guardata bene attorno. È mattina, ci sono tanti turisti, degli operai e abbastanza persone. Altrimenti non l’avrei mai fatto».

L’immagine

C’è però anche chi invita a non descrivere Cagliari come una città fuori controllo. Edda Peris, insegnante ormai in pensione, dice di avere «la percezione di una città abbastanza sicura». Ma ammette: «Ci sono alcune zone dove non passo più». Per lei a monte del problema sicurezza c’è lo svuotamento delle città. «Nel centro hanno chiuso centinaia di attività. Le persone non possono più permettersi di comprare casa. Un centro meno abitato e vissuto – osserva – rischia di lasciare spazio a situazioni di degrado».

Anche Andrea Caocci, che lavora nel Largo, parla di una situazione «davvero degenerata». «Le liti ci sono sempre state – dice – ma negli ultimi tempi è diventata una vergogna». E aggiunge una proposta: «Servono più controlli, anche delle ronde. So che può sembrare eccessivo, ma ormai la situazione è al limite». Il tema torna anche spostandosi verso piazza del Carmine. Lorenzo Uras, pasticcere in via Roma, racconta di parcheggiare spesso l’auto nella zona anche durante la notte. «Capita davvero di frequente di assistere a liti, urla e risse nella piazza. Per fortuna non mi è mai successo niente, ma non ci si sente tranquilli». A preoccupare è infine anche l’immagine della città. «Molti clienti ci dicono di essere stupiti e delusi», raccontano alcuni operatori del centro. «Non si aspettavano di trovare una città in preda alla violenza».

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