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Roma-Atalanta 2-1, le pagelle dei giallorossi: il Soulé all'improvviso (8), Hermoso statuario (7). E che ingresso di Castro (7)


All'ultimo respiro, al termine di una partita che sembrava maledetta. La Roma ribalta l'Atalanta con i cambi e con un Soulé che fa assist e gol. Da applausi anche la prova di Hermoso e Dybala. 

Roma-Atalanta 2-1: rimonta pazzesca dei giallorossi con Hermoso e Soulé, Gasperini a punteggio pieno

LE PAGELLE DEI GIALLOROSSI

SVILAR 6: Altra mezz’ora di cruciverba fino al tiro centrale di Scamacca che Mile respinge in due tempi. Di fatto l’unico tentativo dell’Atalanta in un primo tempo di puro dominio romanista. La ripresa si apre decisamente peggio con il tiro imparabile di Ederson e il tentativo che finisce fuori di un soffio di Krstovic.

MANCINI 5: La prima grossa occasione è la sua, ma trova un super Carnesecchi ad impedirgli il bagno del gol. Partecipa al pacchetto “aggredisci alto e non concedere respiro” senza mai perdere di vista Elmas. Anche lui poteva fare meglio, però, sul gol di Ederson. Da quel momento in poi sbarella un po’ troppo.  (62’ Ghilardi 6,5: cerca di ristabilire compattezza e dà pure qualche strappo in avanti.)

NDICKA 6,5: Dopo Pellegrino si alza il livello con Scamacca, ma le skill dell’ivoriano sono di un livello decisamente superiore. Gigantesco in fase di copertura preventiva e in ogni lettura della partita. Sarri prova così la carta Krstovic che lo mette più in difficoltà. Cerca anche lui di conquistare il debutto del gol, ma Colombo annulla per fuorigioco. Esce non per demerito. (67’ Balerdi 6,5: ingresso di personalità in un momento di certo non semplice)

HERMOSO 7: Statua sì, ma non nel senso che sta fermo. Perché lo spagnolo va sempre ad aggredire alto permettendo di alzare il gioco e il bavero di una Roma da assalto. Statua sì, anche quando respinge di fisico per un tempo i tentativi di De Keteleare. Statua sì, quando si fa superare però da dal belga sul gol immeritato del vantaggio atalantino. Statua ancora quando ristabilisce la realtà e porta almeno un punto alla Roma.

LULLI 6: Terza di fila, ormai non è più una sorpresa quando si leggono le formazioni. Suda tanto tra Elmas e Kolasinac trovando magari meno copertine ma aiutando  nelle due fasi. Deve trovare maggiore malizia in alcuni frangenti e contro certi avversari, ma non è affatto una prestazione da bocciare. (54’ Molina 6: più esperienza e si nota, prova con alcuni cross tesi ad aumentare il tasso di palloni in area piccola. Perde qualche pallone ma davanti spinge forte)

CRISTANTE 6,5: Qualche lancio così così e un po’ di nervosismo iniziale per l’arbitraggio di Colombo.

Passato questo torna a dirigere il reparto con convinzione per un tempo pieno. Poi pure lui deve fare i conti con Carnesecchi e con una ripresa in cui si mette tutto in salita.  Si mette a testa bassa e la percorre fino alla fine.

KONÈ 6,5: Si presenta in campo, poco prima del riscaldamento, con occhiali da sole e borsa di marca. Ma non è all’Olimpico per fare shopping. Combatte su tutti i palloni, strappandone diversi e buttandone un paio. Unico difetto: il tiro. Ma se aveva pure quello non bastava bucare le ruote degli aerei per tenerlo qui. A dire il vero il terzo non era nemmeno male, ma c’è sempre Carnesecchi. Poi ara pure il campo.

WESLEY 6,5: Lo cercano tanto, e il brasiliano si fa trovare spesso. Qualche difetto nell’ultimo passaggio nei primi minuti poi accende il turbo che si era visto poco nelle prime due giornate e ne beneficiano tutti. Una spina nel fianco costante a cui ora manca solo quella propensione al tiro in porta che lo scorso anno ha risolto diverse situazioni. Un ritmo che cala a inizio ripresa.

MORA 6: Sarri prova ad ingabbiarlo con continui raddoppi. Lui trova subito le chiavi delle manette e al 12’ copre di diamanti un pallone per la testa di Mancini. Cerca gloria da lontano per due volte prendendosi altri applausi e agendo sempre con astuzia tra le linee. Così come con la Fiorentina non inizia nel migliore dei modi la ripresa. Il rigore? Sembra di no.  (54’ Soulé 8: tanta voglia di cancellare dubbi. Si fa trovare ovunque, cerca il gol, trova la testa di Hermoso. Ritrova il sole all’improvviso)

DYBALA 7: Gioca o non gioca, pretattica o no? A noi pare stia una bomba. Parte a mille cercando anche il tiro in porta sull’onda di entusiasmo di uno stadio da brividi. Prosegue portandosi dietro Bergamo alta e Bergamo bassa rimediando anche qualche calcione di troppo. Anche nel suo caso manca solo l’ultimo tratto di strada. Tutto il resto del tragitto è da campione.

MALEN 6: Qualche minuto a capire come infrangere il muro atalantino, poi capisce che è meglio girare a largo per trovare spazi di manovra pure per i compagni. Come al 39’ quando con Wesley confeziona un’azione niente male. Che potesse avere meno spazi rispetto a Fiorentina e Lecce era facilmente pronosticabile e nel secondo tempo la questione si complica ulteriormente. (62’ Castro 7: entra e spacca subito il palo alla destra di Carnesecchi, poi lotta e trova pure la traversa. Sfortunatissimo, lo ripaga l’amico Mati)

GASPERINI 7,5: Per chi soffre di prostata è una tortura il primo tempo. Perché la Roma non concede nemmeno 10 secondi di pausa. Lo capisce da subito l’Atalanta che si chiude a riccio affidando anima e preghiere a Carnesecchi. Nel primo tempo i giallorossi meritavano quantomeno il vantaggio per la mole di azioni e gioco creato come dimostrano i tiri: 18 a 1. Come insegna la dura legge del gol, però, al primo vero tentativo avversario arriva la mazzata e la Roma nonostante i tanti tentativi non riesce a rialzarsi. Serata stregata fino al gol di Hermoso, da lì è una festa. Questa squadra sa anche combattere, rimontare, soffrire, vincere oltre ogni paura.   


Ultimo aggiornamento: sabato 5 settembre 2026, 23:12

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