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Roma, borseggiatori all’assalto dei turisti: 30 ladri fermati in centro. L’ultima in trappola una 13enne


Scaltra e veloce, pronta a prendere di mira il turista distratto e a sfilargli in un attimo il portafogli. Tredici anni appena e una preparazione da far invidia ai ladri incalliti. Ci ha provato, sabato mattina, questa ragazzina di origini bosniache e per un attimo sembrava fosse riuscita a derubare l'ultimo malcapitato che stava ammirando la bellezza della Fontana di Trevi poi la polizia locale, l'ha vista, l'ha inseguita, nonostante la sua fuga, e l'ha fermata recuperando la refurtiva, ovvero un portafogli e uno zaino con alcuni passaporti di un gruppo di turisti turchi, riassegnandola, per via della minore età, al padre.

Non è l'unico episodio che si racconta per le strade del centro storico della Capitale. Solo nel fine settimana appena trascorso, tanti altri sono stati gli arresti eseguiti dai carabinieri e dalla polizia, per furti con destrezza e borseggi, nell'area di Termini ma anche in quella del Colosseo. E dal primo luglio a oggi più di 30 sono le persone arrestate da polizia e carabinieri.

Il fenomeno

Proprio all'ombra dell'Anfiteatro Flavio i carabinieri della Compagnia Roma Centro avevano intercettato il fenomeno già lo scorso febbraio quando il numero delle rapine in strada era vertiginosamente aumentato. Nelle denunce sporte dalle vittime si ripeteva sempre lo stesso racconto: almeno due uomini, di origini straniere, si avvicinavano con un pretesto e poi o con l'uso di piccoli coltelli o ancor di più con spray urticanti costringevano le vittime a consegnare gli oggetti d'oro che indossavano.

Nel corso dei mesi il fenomeno, ovvero quello delle bande di extracomunitari a caccia di prede fra le strade a ridosso dei principali monumenti, ha toccato l'apice la sera del primo luglio scorso quando, un gruppo di ventenni nati in Egitto e in Tunisia, attaccò le pattuglie della polizia locale intervenute per sedare una festa abusiva che si stava svolgendo in strada a suon di fuochi d'artificio e aggressioni ai passanti. Fra coloro che furono poi fermati e denunciati, spiccavano anche protagonisti di precedenti rapine.

Da allora l'attenzione delle forze dell'ordine è stata incrementata anche su input del Viminale. Diverse le operazioni ad "Alto impatto" e i servizi straordinari disposti sull'area che da Termini arriva a Trastevere. Solo l'Arma dei carabinieri dal primo luglio alla fine di agosto, tra arresti in flagranza ed esecuzione di misure cautelari, ha fermato 17 uomini, tutti di origini nordafricane, tutti gravati da precedenti e tutti arrivati in Italia con lo status di minori non accompagnati. I reati contestati sono sempre stati rapina e rapina aggravata, non figurano donne e i responsabili hanno un'età compresa tra i 17 e i 25 anni.

Le operazioni hanno portato anche a dei risultati: se nei primi giorni di luglio ogni notte si contavano almeno fra le due e le tre rapine, ora lo stesso numero si spalma nel corso di una settimana intera e a volte la soglia non viene neanche raggiunta.

La Procura di Roma recentemente ha emesso due diverse ordinanze a carico di sei soggetti ritenuti responsabili di diverse rapine consumate fra l'area del Colosseo e Largo Argentina. Quello che si evince dalle indagini ricalca quanto già cristallizzato all'inizio del 2026. Il "modus operandi" è quello dell'analisi dei flussi turistici con le azioni illegali che vengono firmate nel corso della notte. Seguendo turisti o romani anche in uscita dai locali del Centro mentre rientrano in hotel.

Il metodo

Le "bande" arrivano nelle zone a maggior vocazione turistica dalla periferia sfruttando lo snodo di Termini. Da qui, anche a bordo dei monopattini, raggiungono la zona dell'Anfiteatro Flavio che diventa anche il punto di ritrovo a fine giornata per contare i guadagni illeciti.

L'altro aspetto che è emerso, riguarda l'uso dei social. In particolare modo quello di "TikTok" che viene usato non solo per pubblicizzare le "gesta" ma serve anche per accrescere la competitività fra bande diverse. Proprio a febbraio si ebbe l'impressione che stesse accadendo qualcosa perché sul noto social comparvero diversi video che ritraevano un giovane egiziano mentre brandiva un coltello di fronte al Colosseo. Quindi la vetrina multimediale per pavoneggiarsi ma anche per dare il via a una competizione nel segno del crimine.

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