Lo scorso ottobre, Buckingham Palace ha annunciato che l’ex principe Andrea, oggi noto come Andrea Mountbatten-Windsor, avrebbe lasciato la Royal Lodge per trasferirsi in una proprietà della tenuta di Sandringham. Il fratello di re Carlo ha lasciato ufficialmente la dimora nel febbraio 2026 e oggi vive a Marsh Farm. Il Crown Estate – l’insieme di terreni e proprietà appartenenti al sovrano britannico – starebbe cercando un “privato facoltoso” disposto ad affittare Royal Lodge a partire da ottobre.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, nonostante le indiscrezioni secondo cui re Carlo III o la regina Camilla “potrebbero prendere possesso della proprietà di Windsor”, fonti vicine alla famiglia reale hanno assicurato che nessun membro della Royal Family ha manifestato interesse per la villa di 30 stanze.
Il quotidiano ha osservato: “Al contrario, diventerà una residenza privata – con l’unica condizione che il prossimo inquilino dovrà essere in grado di sostenere i costi di manutenzione, stimati in 400.000 sterline all’anno. Un altro punto critico è il fatto che Andrea sia ufficialmente ancora titolare del contratto di locazione di Royal Lodge fino alla fine di ottobre, il che significa che fino ad allora non sarà possibile effettuare ristrutturazioni, a meno che non accetti di rinunciare al contratto un mese prima. Ma, se lo facesse, il Crown Estate potrebbe trovarsi a dover sostenere i costi mensili della proprietà”.
Mountbatten-Windsor ha preso in affitto Royal Lodge nel 2003. Da allora ha pagato al Crown Estate “un chicco di pepe, se richiesto” all’anno come canone: si tratta di un’espressione utilizzata per indicare un affitto che esiste formalmente, affinché il contratto sia valido, ma che nella pratica non comporta alcun pagamento. I costi di manutenzione della proprietà sono stimati intorno alle 400.000 sterline (circa 467.000 euro) all’anno.
“Gli obblighi previsti dalla legge per il Crown Estate impongono di preservare il carattere della tenuta come parco e foresta reali. Questo significa che è stato necessario escludere la possibilità di trasformarla in un centro congressi o in un’attività commerciale”, ha dichiarato una fonte al Mail. “L’intera operazione costerà al Crown Estate una notevole quantità di denaro e di tempo”.