Da anni i vertici militari russi hanno utilizzato sofisticate simulazioni al computer per prepararsi a possibili conflitti con Nato, Stati Uniti, Giappone e Ucraina. Tra gli scenari ricostruiti dall’inchiesta del Dossier Center, pubblicata l’8 settembre, ce n’è anche uno ambientato nel Mar Baltico e legato alla strategica isola svedese di Gotland. Le esercitazioni non rappresentavano necessariamente piani destinati a essere attuati. Erano, piuttosto, strumenti utilizzati dallo Stato Maggiore russo per mettere alla prova decisioni, capacità militari e possibili sviluppi di un conflitto. Ma mostrano quanto tempo e risorse Mosca abbia dedicato - e continua a dedicare - alla simulazione di una guerra contro potenziali avversari.
Le simulazioni si svolgevano presso l’Accademia militare dello Stato Maggiore russo, a Mosca. Gli ufficiali venivano divisi in squadre contrapposte e chiamati a comportarsi come comandanti in una guerra reale. In alcuni esercizi partecipavano più di mille persone provenienti da diverse istituzioni militari. Un’esercitazione del marzo 2017 avrebbe simulato un conflitto su vasta scala nel Baltico. Nei file esaminati dal Dossier Center compare una mappa della regione con un’area segnalata nei pressi di Gotland, l’isola più grande della Svezia e uno dei punti strategicamente più importanti del Mar Baltico. Gli ufficiali incaricati di rappresentare il nemico avrebbero inoltre utilizzato elementi della dottrina militare della Nato.
L’interesse dei vertici militari russi non si limitava all’Europa. Un’altra esercitazione avrebbe simulato una guerra che coinvolgeva Stati Uniti e Giappone, con oltre 320.000 soldati virtuali. Le mappe utilizzate comprendevano il Giappone settentrionale e indicavano le principali installazioni militari americane e giapponesi presenti nell’area. Le simulazioni permettevano ai comandanti di modificare rapidamente le decisioni e osservare le conseguenze. I computer elaboravano movimenti delle truppe, perdite e capacità di penetrazione delle difese avversarie, trasformando le esercitazioni in veri e propri laboratori digitali per la pianificazione militare.
Negli anni precedenti all’invasione in Ucraina, Kiev assunse un ruolo sempre più importante nei war game russi. Nel 2021 le esercitazioni relative a una possibile operazione si sarebbero svolte quasi ogni mese. Per le simulazioni venivano utilizzati sistemi sviluppati dalla società di difesa RusBITech. Tra questi figurava Iris-T, capace di costruire ambienti di combattimento tridimensionali utilizzando mappe militari, fotografie aeree e immagini satellitari. Nella primavera del 2022 nuove simulazioni cercavano di riprodurre condizioni molto più vicine a quelle incontrate sul campo: linee del fronte discontinue, attività delle forze speciali, combattenti stranieri e centri urbani rimasti sotto il controllo ucraino nonostante l’avanzata russa. L’esperienza maturata al fronte venne così trasformata in nuovi dati per le simulazioni. Il centro di addestramento dello Stato Maggiore continua ad aggiornare i propri sistemi con l’evoluzione del conflitto. Ed è così che prima ancora dei combattimenti reali, le guerre vengono combattute migliaia di volte con computer e modelli digitali.
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