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Russia, file chilometriche ai distributori di benzina: la frustrazione dei russi minaccia la popolarità di Putin


«Va stabilmente male». È la frase più ricorrente, sulla crisi della benzina in Russia, da parte di chi utilizza quotidianamente l’automobile. I cittadini consultano le App dedicate - come “Estbenzin” oppure quella di “Yandex” - prima di mettersi al volante alla ricercadi carburante. Ricerca che può durare alcune ore oppure giorni se si è sfortunati ose si abita incerte regioni. «Oggi mi è andata bene – racconta Igor - al mio solito distributore sottocasa, qui allaperiferia della capitale, ho fatto il pieno di benzina. Il serbatoio ha una capacità di40litri. Senepotevano fare al massimo 50. Ho chiestodi riempirelamiatanica da 10 litri,manonc’è statonulla dafare.Vietato!», La cosa sorprendente è che il distributore della “Rosneft” dove l’autista ha fatto rifornimento è aperto due volte al giorno per 3 ore l’una invece delle normali 24 ore. Nel suo quartiere solo 2 aree di servizio su 9 sono infunzione,maasinghiozzo. «Mi sembra di aver vinto alla lotteria – continua Igor – ho pagatoil solitoprezzoallitro.Ciho messo 20 minuti. Sul Leninsky prospektinveceho visto che c’era una coda interminabile con macchine in fila ovunque per mezzo chilometro. Roba da mezzagiornatadiattesa». Anna non è stata così fortunata. Il suo Suv Hyundai, appena comprato di seconda mano per l’equivalentedi26milaeuro,era a secco.Così la donna è stata costretta a rivolgersi a un’area di servizio di una compagnia privatadelmercatosecondario. «Èinutile: si approfittanodelle disgrazie altrui! Ho pagato una volta e mezzo il prezzo normale al litro, ma non potevo fare altrimenti. L’alternativa era parcheggiare l’auto da qualche parteeandareapiedi».

ILFATTORE MOBILITAZIONE

I moscoviti sono sempre più irritati per quello che sta avvenendo. Secondo alcune voci, riferite da conoscenti ben introdotti tra le élite russe, la temuta mobilitazione, prevista per l’autunno dal Cremlino per dare la spallata decisiva al “regime di Kiev”, potrebbe essere rimandata proprio per l’impopolarità causata dalla crisi della benzina. Nelle regioni è difficile valutare quale sia la situazione. Le notizie sono frammentarie e spesso la realtà cambia nell’arco di poche ore. Non si è ancora al collasso – questo si comprende - ma la crisi non è piacevole per la gente. Secondo le rilevazioni della “Rosstat” i prezzi sono in salita vertiginosa ovunque in tutta la Federazione. Col passare del tempo la crisi della benzina è destinata a peggiorare. L’apprendere ieri che anche la raffineria di Penza si è fermata a causa dell’ennesimo bombardamento dei droni ucraini induce al pessimismo. L’E-COMMERCE NEL MIRINO Il barometro degli eventi in Russia indica l’arrivo di una tempesta anche per la logistica civile. Adesso è scoccato il turno dell’Ozon, la seconda compagnia di e-commerce, dopo la Wildberries (Wb) più conosciuta come l’“Amazon russa”. Nell’arco di poche ore numerosi suoi siti, con sede in diverse regioni, sono stati bombardati. Le azioni della Ozon alla Borsa di Mosca si sono letteralmente inabissate, segnando un incredibile -28%. Alcuni video, condivisi sui social media, mostrano droni ucraini che si dirigono verso un magazzino nel Dagestan, per poi esplodere e sprigionare delle fiamme. Si vedono uomini armati di fucili che cercano di abbattere i velivoli nemici, mentre questi sono inavvicinamento. Ieri il presidente Putin ha firmato un decreto che concede al governo il potere di assumere il controllo (fisico, finanziario e legale) delle infrastrutture di importanza strategica qualora queste risultino scarsamente protette contro gli attacchi ucraini. 

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