
Il sindaco Beppe Sala

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Milano – La tessera del Pd, l’obiettivo di diventare senatore, il rischio di dimissioni anticipate da sindaco per potersi candidare alle elezioni politiche del 2027.
Il piano di Giuseppe Sala per il suo futuro dopo Palazzo Marino non piace per nulla al centrodestra, i cui vertici milanesi, dopo la lettura dell’articolo sul Giorno, bocciano le mosse che ha in mente il primo cittadino.

L’articolo pubblicato dal “Giorno“ sul possibile futuro politico del sindaco Giuseppe Sala
Il coordinatore milanese di FdI Simone Orlandi osserva: “Sala ha sempre fatto ciò che conveniva a lui, pensando troppo poco a ciò che conveniva ai milanesi. Prima manager scelto dal sindaco di centrodestra Letizia Moratti per Expo, poi sindaco ‘di tutti’ senza tessera di partito. Oggi, guarda caso, sente il bisogno di iscriversi al Pd per continuare la propria carriera politica. È questa la parabola del sindaco che Milano ha avuto. Noi continuiamo a pensare che Milano meriti di meglio: un sindaco che metta al primo posto gli interessi dei milanesi, non i propri”. Ma chi, non si sa ancora.
Il segretario meneghino della Lega Samuele Piscina rincara la dose: “Tutti i nodi vengono al pettine. L’ufficializzazione dell’adesione di Sala al Pd certifica politicamente ciò che era evidente da tempo: il sindaco ha smesso di essere il garante civico e super partes per trasformarsi a tutti gli effetti nell’esponente di una sola parte politica. Ma la coerenza politica di questo sindaco lascia sbalorditi: prima si era iscritto ai Verdi Europei, sventolando etichette ambientaliste di facciata, e oggi, alla prima chiamata utile per una poltrona sicura in Parlamento, salta senza indugio sul carro del Pd. Evidentemente le tessere e le appartenenze valgono solo finché non c’è da barattarle con una poltrona blindata a Roma. È la dimostrazione plastica di un opportunismo politico disarmante”.
Il consigliere comunale di FI Alessandro De Chirico definisce Sala “trasformista” e spiega: “Iniziò il suo primo mandato da moderato quando era molto vicino a Renzi, successivamente si dichiarò verde europeista alla stregua di Greta Thumberg quando andava di moda. Poi si auto incoronò federatore del centrosinistra e ora, alla disperata ricerca di un futuro politico, dichiara di voler prendere la tessera del Pd abbracciando Elly Shlein. Cosa non si fa per una cadrega?”.
Dal centrosinistra, infine, il leader di Italia Viva Matteo Renzi sottolinea: “Credo che Beppe Sala abbia lavorato molto bene in questi dieci anni con il Pd. Se si iscrive al Pd lo capisco e credo che continuerà a dare una mano dentro il Pd, o dove vorrà, anche alla politica e non solo milanese”.
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