VERONA - Tornare alle origini? «No, stiamo già facendo tanto per il Nord». Nel campo sportivo di Oppeano va in scena l'"antipastino" di Pontida. A meno di quindici giorni dal raduno del 20 settembre nel pratone nella Bergamasca, Matteo Salvini ieri sera ha gonfiato il petto dinanzi al popolo verde riunito nella Bassa Veronese.
Approdato alla festa della Lega dopo aver premiato il primo italiano a vincere dopo sessant'anni il Gran Premio di Monza («Straordinario Kimi Antonelli! Orgoglio italiano», ha scritto su X), il vicepremier e leader della Lega ha riservato per Oppeano due annunci di peso.
Il primo: in settimana l'incontro con Luca Zaia e i governatori del Nord per avere «proposte, non polemiche». Sul tavolo pure le nomine di eventuali vicesegretari? «Se qualcuno vuole accompagnarmi nel percorso è benvenuto - ha assicurato -, ma non è che moltiplichiamo i pani, i pesci e le vicesegreterie». Il secondo: attesi per i prossimi giorni i nomi dei candidati del centrodestra per le amministrative a Padova e Verona (ma «Vannacci si sta chiamando fuori»).
A Oppeano il numero uno della Lega si è presentato forte dell'ultimo sondaggio Emg (mille intervistati tra il 31 agosto e il 1° settembre, margine d'errore del 3,1%), che gli restituisce la valutazione di "miglior segretario possibile" secondo il 54% dei votanti di centrodestra, l'84% degli elettori attuali della Lega e il 60% di quelli potenziali. Numeri con i quali il vertice di via Bellerio ha "raddrizzato" la vulgata di un movimento in agitazione, soprattutto sopra il Po. Tanto che, ai giornalisti che gli chiedevano se il partito debba «tornare alle origini», ha risposto candidamente: «No. Abbiamo cento miliardi di euro di cantieri aperti e opere pubbliche solo al Nord, abbiamo appena finito le Olimpiadi invernali Milano Cortina con cinque miliardi sul territorio, il Consiglio regionale del Veneto ha appena approvato l'autonomia, in legge di bilancio ci sarà il federalismo fiscale, abbiamo più di cinquecento sindaci al lavoro e cinque ministri del Nord: più di così è difficile fare».
Insomma: «Il Nord sta crescendo e sta trainando tutto il paese come non succedeva da tanto tempo». E ulteriori margini li offre la stessa manovra, a partire dall'età pensionabile «per stoppare la legge Fornero, che penalizza soprattutto al nord lavoratrici e lavoratori».
Detto ciò, rimane quel dialogo in sospeso con la parte alta dello Stivale leghista, che da tempo mostra segni di irrequietezza. «Conto di vedere i governatori in settimana, per ascoltare proposte, suggerimenti»: ecco l'annuncio atteso. «Non vedo l'ora di condividere onori e oneri», perché un movimento tanto radicato «ha bisogno delle energie di tutti». «Energie positive», of course: «Suggerimenti, proposte, non polemiche». E quindi, sull'ipotesi di nominare dei vicesegretari, Salvini ha replicato: «Non è che moltiplichiamo i pani, i pesci e le vicesegreterie». Vangelo a parte, «se qualcuno vuole accompagnarmi nel percorso è benvenuto». Chiuso il capitolo, si passa alle amministrative.
«A Verona si può vincere come a Padova. Io penso e spero che già nei prossimi giorni ci siano le ipotesi di candidati», ha riferito il leader del Carroccio. «Noi lavoriamo per un centrodestra più largo possibile - ha aggiunto - se qualcuno però va contro tutti i giorni...». Chissà se son fischiate le orecchie al generale Roberto Vannacci. «Si sta chiamando fuori - ha aggiunto Salvini - proponendo candidati contro il centrodestra, votando a Roma contro il centrodestra. Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Se qualcuno fa altre scelte, fa altri percorsi, auguri».
Mentre Salvini pronunciava queste parole, erano passate circa 12 ore da Cernobbio. Un incontro ravvicinato del terzo tipo, lo definirebbero gli appassionati di fantascienza. Il vicepremier e leader della Lega e il suo ex vice segretario Vannacci si sono incrociati in mattinata a margine del Forum Ambrosetti. La sequenza: Vannacci si avvicina a Salvini, frettolosa stretta di mano, il vicepremier torna a parlare con i suoi interlocutori. Fine.
Alleanze a parte, Salvini non perde l'ottimismo: «Il 2027 sarà l'anno della battaglia finale - ha affermato a una manciata di ore dal trionfo in Sassonia-Anhalt dell'ultradestra di Alternative fuer Deutschland -. Non solo in Italia: si vota in Italia, in Francia, in Spagna, in Polonia». Appuntamenti decisivi: «Nel 2027 l'Europa decide se vive o se muore. Se ha un futuro o se si suicida di islamismo». E quindi la Lega deve essere pronta, compatta, unita «e il Veneto da questo punto di vista è un modello».
Infine, carosello di grandi classici. Dalla proposta leghista («in ottobre vedremo come vota il Parlamento») di revocare i permessi di soggiorno e di cittadinanza agli stranieri che commettono dei reati. Al progetto («realizzabile in 15 giorni») di portare 10mila militari nelle strade: «Voglio ragazze e ragazzi addestrati e armati per strada, nelle stazioni e fuori dalle scuole». La battaglia col generale entra nel vivo.