Salvo Sottile risponde a Milo Infante e lo scontro a distanza tra i due giornalisti si riaccende. A far partire il nuovo botta e risposta sono state alcune dichiarazioni dell'ex conduttore di Ore 14, passato dalla Rai a Mediaset, che in un'intervista al Corriere della Sera ha spiegato di non considerare Sottile un suo «interlocutore».
Una frase che non è passata inosservata. Sottile, chiamato a raccogliere l'eredità di Infante alla guida di Ore 14, ha affidato ai social una replica particolarmente netta, ricordando anche i rapporti tra i due prima del cambio di rete del collega.
Tutto nasce dall'intervista nella quale Milo Infante parla della sua nuova fase professionale dopo l'uscita dalla Rai e del programma che ha condotto fino alla scorsa stagione. Alla domanda se guarderà ancora Ore 14, Infante risponde di no, ma inizialmente lo fa con una battuta: «Non lo guarderò, ma anche perché a quell'ora spero di essere finalmente seduto a tavola, a pranzo». Il discorso si sposta poi su Salvo Sottile e i toni cambiano.
«Con Sottile da parte mia non c'è nessun tipo di polemica ma, senza offesa, non è il mio interlocutore», afferma Infante. Il giornalista precisa che il collega è libero di esprimere le proprie opinioni, anche attraverso i social, ma sostiene che eventuali risposte da parte sua sarebbero rivolte piuttosto ai vertici della Rai, citando come esempio l'amministratore delegato.
Parole che hanno provocato la reazione del diretto interessato.
Salvo Sottile risponde attraverso il suo profilo Facebook, partendo proprio dall'espressione utilizzata da Infante. «Sorvolo sull'eleganza con cui parla Milo Infante di un collega: “Non è il mio interlocutore”», scrive Sottile.Il conduttore sottolinea poi un dettaglio del loro rapporto precedente: secondo quanto sostiene, fino a pochi mesi fa Infante gli avrebbe rivolto «pubblicamente e privatamente attestati di stima». Da qui la stoccata: «Evidentemente le opinioni cambiano a seconda delle casacche che indossi». «Se non sono un interlocutore, perché continua a nominarmi?» Sottile, però, non si ferma qui. Nella sua replica mette in evidenza quella che considera una contraddizione nelle parole del collega. «Ma una domanda viene spontanea: se non sono un interlocutore, perché sentire il bisogno di nominarmi praticamente a ogni intervista?», scrive. Ed è proprio su questo punto che arriva la battuta più tagliente della risposta di Sottile, che lascia intendere come la questione non sia affatto chiusa: «Pare che qualcosa gli sia rimasto sullo stomaco».
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