Ha lottato per 5 giorni nel reparto di rianimazione del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, ma non ce l’ha fatta Carmine Sirica, 54 anni, rimasto ustionato nell’esplosione di una palazzina a Cassino. Salvato in extremis, tirato fuori da macerie e fuoco, era arrivato in ospedale in condizioni disperate, con ustioni estese al 90% del corpo. E lotta tra la vita e la morte la compagna, Caterina Adinolfi, detta Katia, 40 anni, intubata ed in rianimazione, con ustioni sul 70% del corpo.
Lui infermiere, lei operatrice socio sanitaria, hanno lavorato in diversi presidi ospedalieri dell’Agro sarnese nocerino, poi all’ospedale Santa Scolastica di Cassino. «Era un ragazzo perbene ed un grande lavoratore - ha spiegato Rosanna Annunziata collega di Nocera Inferiore - Sempre disponibile con i pazienti con professionalità e grande umanità. Non meritava un destino così crudele, ci ha spezzato il cuore. Una morte così violenta, una sofferenza così grande per giorni. È stato uno strazio anche per noi. Ora preghiamo per Katia, sappiamo che anche la sua situazione è molto critica». Il cordoglio del sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese.
«Esprimo piena vicinanza alla famiglia, agli amici di Carmine a nome di tutta l’amministrazione. Un lutto che colpisce profondamente la nostra comunità. Un uomo che ha per cinque giorni tra la vita e la morte e purtroppo non ce l’ha fatta». Il dramma si è consumato lunedì scorso 24 agosto intorno alle ore 8:40. Nei momenti immediatamente successivi alla deflagrazione, due giovani lavoratori, Condé Mamady, 20 anni, originario della Guinea, e Diao Aliou, 29 anni, senegalese, si sono precipitati tra le macerie dell’edificio per prestare soccorso. I due, che si trovavano nelle vicinanze con il loro datore di lavoro, Alfonso Sica, imprenditore di Nocera Inferiore, hanno attraversato i binari della linea ferroviaria Roma-Napoli e raggiunto la palazzina devastata.
Tra detriti e fiamme hanno tirato fuori Carmine e Katia. I due ragazzi non si sono fermati al primo soccorso: convinti che potesse esserci qualcun altro intrappolato, sono rientrati nell’edificio, riuscendo a individuare e portare in salvo anche un anziano che si trovava nella parte posteriore della struttura. Intanto, proseguono le indagini per stabilire con certezza cosa abbia provocato l’esplosione. Sotto al l’ente di ingrandimento ci sono gli allacci del gas. L’ipotesi di una fuga di gas era stata indicata fin dalle prime ore, ma gli accertamenti dovranno chiarire l’esatta dinamica della deflagrazione. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Tra gli aspetti al vaglio degli investigatori ci sono ora le condizioni dell’impianto del gas e alcuni elementi relativi alla destinazione d’uso della mansarda, controlli su allacci e servizi.